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Modena. Osteria di Mutina Boica, un tuffo nel passato sulla tavola di duemila anni fa

Era il luogo dove viaggiatori, mercanti, legionari e artigiani si fermavano per un pasto caldo. Un’osteria di strada, che 2200 anni fa si trovava sulla via Emilia e oggi torna a...

Mutina Boica: benvenuti all'osteria degli antichi modenesi e buon appetito



MODENA. Era il luogo dove viaggiatori, mercanti, legionari e artigiani si fermavano per un pasto caldo. Un’osteria di strada, che 2200 anni fa si trovava sulla via Emilia e oggi torna a rivivere grazie alla “Caupona Mutinensis”, al Parco Ferrari per Mutina Boica.

 Un’atmosfera calda e conviviale accoglieva gli affamati che potevano ...

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Mutina Boica: benvenuti all'osteria degli antichi modenesi e buon appetito



MODENA. Era il luogo dove viaggiatori, mercanti, legionari e artigiani si fermavano per un pasto caldo. Un’osteria di strada, che 2200 anni fa si trovava sulla via Emilia e oggi torna a rivivere grazie alla “Caupona Mutinensis”, al Parco Ferrari per Mutina Boica.

 Un’atmosfera calda e conviviale accoglieva gli affamati che potevano rifocillarsi e gustare i piatti della tradizione. Oggi Crono Eventi, che organizza la manifestazione, ha voluto ricreare quest’atmosfera e proporre alcuni piatti alla Caupona cercando di coniugare le antiche ricette con quelle contemporanee, pur mantenendo i sapori antichi.

Un menù caratterizzato da varie portate, dal “Gustatio” ovvero gli antipasti alla “Prima mensa”, le portate principali che includono sia un primo che un secondo ed infine la “Secunda mensa”, i dolci.

«Proponiamo piatti derivanti da antiche ricette di Catone e di Columella - racconta Pietro Comeli di Crono Eventi - che narravano di ricette del popolo e anche di Apicio che invece aveva una cucina di epoca imperiale molto più ricca e più Patrizia».

Un’operazione non semplice ricreare un menù del genere, soprattutto quando si tratta di sostituire condimenti impiegati in passato che oggi sarebbe impensabile proporre come il garum, un prodotto davvero particolare molto utilizzato dagli antichi romani, come spiega Pietro: «Si utilizzava il garum, più comunemente detto “liquamen” in pratica un prodotto ottenuto dalla fermentazione dei pesci al sole. Oggi sarebbe impensabile cucinare con questi ingredienti e quindi abbiamo trovato il suo equivalente moderno nella colatura di alici di Cetara, edibile al giorno d’oggi e utilizzato in cucina».

Una vera rivisitazione culinaria che parte dall’antipasto dove si può scegliere tra “Gustatio Coponis”, una focaccia di ricotta al profumo d’alloro con pesto di formaggio fresco, uovo sodo con salsa di garum, polenta di farro e lenticchie e trito di olive speziate oppure un piatto che ancora oggi lo si può trovare sulla tavola degli italiani, la “Frictum Salviae”, la salvia fritta. Si entra poi nel vivo della cena con le portate principali, che comprendono sia primi piatti come la “Tisana Columellae” e “Varronis”, due zuppe, la prima a base di cereali, verdure e acciughe e la seconda con cipolle e mele, poi “Far Apicii”, farro con ceci e verdure e la carne, grande protagonista delle tavole romane. Dalla spalla di maiale con mele in salsa “Minutal Matianum” allo stinco arrosto porro stufato “In porro iurvulento pes porcelli vagit” fino al pollo alla senape con cicoria “In sinapi pullus stat”, salsiccia al vino e cicerchia “In vino et cicercula botulus ridet” e brasato di cinghiale alle prugne “In pruni aper sulcat”. La cena si conclude con i dolci; “Panis Pompeii”, panettone dolce con frutta secca che viene prodotto proprio a Pompei e “Savillum catonis”, tortina di ricotta con miele e frutta. «Sono tutti piatti che oggi non si trovano più cucinati in questo modo che abbiamo cercato di avvicinare ai gusti odierni mantenendo un tocco di storia». Ad accompagnare le pietanze ci sono le bevande.

«Ovviamente anche le bevande sono particolari, non manca l’acqua, vino, birra ma soprattutto il sidro e l’idromele e il mulsum, un antico vino speziato sia bianco che rosso». L’osteria quest’anno propone anche un piatto per bambini “Pueri convivium” con focaccia di ricotta, purè di piselli e pollo arrosto al profumo di senape. La Caupona resterà aperta fino al 9 settembre, informazioni relative a orari e aperture sono su: www.cronoeventi.it. —

SERENA FREGNI