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Trivellazioni per cercare gas La Regione: «Ci opponiamo»

La Giunta vota la delibera che sancisce il diniego alle due concessioni modenesi Sarà il ministero a decidere. Palma Costi: «Condividiamo i timori dei territori»

FORMIGINE

Da otto anni la società Aleanna Resources Llc punta a cercare idrocarburi in due zone del territorio modenese. C’è la concessione “Bugia” che insiste sui territori dei Comuni di Formigine, Sassuolo, Fiorano, Castelnuovo e Modena, oltre che di Rubiera in provincia di Reggio. E c’è la concessione “Fantozza” che invece riguarda Carpi, Novi e parte del reggiano. Aleanna, per diverso tempo, ha chiesto di poter ispezionare il sottosuolo, ma il primo piano era stato di fatto sospeso a caus ...

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FORMIGINE

Da otto anni la società Aleanna Resources Llc punta a cercare idrocarburi in due zone del territorio modenese. C’è la concessione “Bugia” che insiste sui territori dei Comuni di Formigine, Sassuolo, Fiorano, Castelnuovo e Modena, oltre che di Rubiera in provincia di Reggio. E c’è la concessione “Fantozza” che invece riguarda Carpi, Novi e parte del reggiano. Aleanna, per diverso tempo, ha chiesto di poter ispezionare il sottosuolo, ma il primo piano era stato di fatto sospeso a causa del terremoto, evento che aveva imposto un blocco di ogni operazione a livello regionale. Terminato il periodo transitorio, però, la società ha ottenuto i primi incartamenti, ma ora arriva una brusca frenata della Regione Emilia-Romagna.

LA DELIBERA CHE SI OPPONE

La Giunta guidata da Stefano Bonaccini ha infatti votato una delibera in cui evidenzia come non vi siano le condizioni per procedere al rilascio di ulteriori atti, propedeutici alle esplorazioni e soprattutto anticipa il diniego dell’intesa con il ministero dello Sviluppo economico. Condizione - quella dell’intesa - che da anni di fatto regolamenta l’iter delle concessioni per la ricerca.

I timori dei comuni e dei cittadini

Nel luglio 2017, alla luce delle notizie su “Bugia” e “Fantozza”, erano state organizzate serate informative e di condivisione con la cittadinanza dei territori interessati. E nei due incontri era emerso un sentimento piuttosto unanime: piena contrarietà a far diventare il territorio una zona di ricerca e potenziali trivellazioni. La posizione era stata ribadita più volte anche dai sindaci, a nome dei cittadini, con alcune comunicazioni unitarie alla Regione. Appresi i timori dei territori, l’assessore Palma Costi aveva informato il Mise, sottolineando come ci fosse almeno tre temi cruciali: la fragilità del territorio, certificata dal terremoto; la contrarietà dei sindaci; il principio di precauzione.

Ad aggiungere credibilità all’opposizione della gente, era inoltre stata depositata in Regione una petizione civica, corredata di oltre 3500 firme, a testimonianza di come il tema fosse - e sia - particolarmente sentito tra i cittadini.

L’assessore Costi

Alla luce di tutto ciò, la Giunta-Bonaccini ha definito la propria posizione istituzionale. La delibera, infatti, sintetizza il lungo lavoro fatto sul territorio e anticipa il diniego all’eventuale intesa sul progetto. La comunicazione verrà quindi inviata al ministero dello Sviluppo economico, che ha la gestione delle concessioni minerarie.

«Abbiamo sempre sostenuto - spiega l’assessore alle Attività produttive e alla Ricostruzione, Palma Costi - che per la Regione è indispensabile rapportarsi con i territori prima di prendere ogni decisione su un tema così importante. Siamo partiti senza preclusioni, scegliendo di operare in piena sintonia con i sindaci e le comunità locali, che hanno avanzato tutte le loro condivisibili perplessità in modo civile e sensibile. Timori, che sono anche i nostri come amministratori e quindi abbiamo comunicato al ministero la nostra posizione, comprensiva del diniego all’eventuale intesa che ci venisse richiesta». —

FRANCESCO DONDI