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Cavezzo ritrova la piazza col suo mercato I container del sisma sono un ricordo

A fine mese le tante bancarelle torneranno ad occuparlo. Ricucito il cuore della cittadina che potrà ospitare anche eventi

CAVEZZO

“La vede quella targa lì? Oggi possiamo finalmente dire che è davvero così”. La signora Anna indica la targa di Piazza Martiri della Libertà mentre si gode sulla panchina gli ultimi minuti del sole di primo mattino. Neppure due anni fa proprio su questo punto sorgevano i container del 5.9 diventato simbolo di una città che non voleva abdicare al suo ruolo commerciale nella Bassa. Cavezzo aggiunge un’altra tappa fondamentale in ciò che da queste parti chiamano il “ritorno alla normali ...

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CAVEZZO

“La vede quella targa lì? Oggi possiamo finalmente dire che è davvero così”. La signora Anna indica la targa di Piazza Martiri della Libertà mentre si gode sulla panchina gli ultimi minuti del sole di primo mattino. Neppure due anni fa proprio su questo punto sorgevano i container del 5.9 diventato simbolo di una città che non voleva abdicare al suo ruolo commerciale nella Bassa. Cavezzo aggiunge un’altra tappa fondamentale in ciò che da queste parti chiamano il “ritorno alla normalità”; lo fa restituendo alla comunità uno dei suoi luoghi simbolo, la piazza del mercato, quasi 6 mila metri quadrati completamente pavimentati grazie ad un finanziamento di 800 mila euro messo a disposizione dalla Regione nell’ambito del Programma speciale d’Area per la riqualificazione dei centri storici colpiti dal sisma del 2012. Domenica 30 settembre – dopo oltre un anno – anche i banchi del mercato torneranno al loro posto e a meno di un mese dal taglio del nastro nella notte bianca del 13 luglio i primi giudizi sembrano positivi: “Adesso è una piazza, prima era solo un parcheggio” evidenzia Alessandra Bellini, titolare dell’omonimo negozio di casalinghi all’ingresso della piazza su via Gramsci. L’impatto da qui è che la piazza sia inoltre più grande, la demolizione del centro commerciale 5.9 ha restituito metrature e profondità, oltre che posti auto, anche se la sensazione è che in alcuni punti si sia anche esagerato. Dal complesso Pacchioni, ad esempio, è impossibile scendere dalle scale se ci sono delle auto in sosta. Nella parte finale – a ridosso del futuro municipio – è una distesa di parcheggi, senza tenere poi conto della segnaletica pensata per i banchi del mercato e poco chiara, invece, per le auto: “Ci sono stati naturalmente dei disagi, ma questa piazza rifatta è un valore aggiunto per tutta Cavezzo” spiega Nadia Nico, presidente dell’associazione dei commercianti “Vivere Cavezzo”. E in effetti nelle serate estive la nuova illuminazione e le numerose panchine hanno comunque offerto un nuovo salotto dove poter mangiare un gelato o una pizza all’aria aperta, anche se non tutti sono d’accordo: “Bisogna che qualcuno abbia il coraggio di dire le cose come stanno, non era il momento di far patire ai commercianti tali disagi per avere una piazza vuota - commenta Marco Barbanti, “Ivan” della storica Pasticceria all’angolo tra la piazza e via Santo Fattori – Ci vorranno degli anni per recuperare quanto è stato perso in questi mesi di cantieri e attendo sempre che qualche nuovo commerciante apra, come ci hanno assicurato sindaco e vicesindaco in risposta alle mie preoccupazioni sul rischio chiusura dei commercianti”. Tra ritorni nei vecchi fondi ristrutturati dopo la chiusura (tra le polemiche) del 5.9, scelte aziendali, trasferimenti calcolati, il saldo tra aperture e chiusure di negozi è difficile da calcolare. I commercianti ancora discutono (tra loro) di questo. D’altronde Martiri della Libertà è sempre stata anche la piazza della discordia, da quando si è cominciato a discutere del piano di riqualificazione. Ci sono state le polemiche per il trasloco dei banchi, le mediazioni per la partenza dei lavori, la suddivisione del cantiere in due stralci, i ritardi dovuti al ricorso (poi respinto dal TAR) di un’azienda partecipante alla gara d’appalto. Insomma: si è partiti a novembre dello scorso anno per tagliare il nastro a metà luglio. “Quando ho aperto il negozio nel 1970 davanti avevo il prato, la gente ci gettava i rifiuti – ricorda Augusto Neri, residente e titolare di “Salumi e formaggi” – Questa piazza l’ho vista nascere e trasformarsi e le assicuro che adesso è davvero bella”. Con e senza auto. —