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L’albergo Ghiacciaio si prepara all’addio Pronta la demolizione

All’ingresso del paese è stato uno dei primi dell’Appennino Il sindaco: «Era pericoloso. Il futuro dell’area è incerto»

FIUMALBO

Se ne va un pezzo di storia di Fiumalbo e dell'intero Appennino, emblema degli anni ruggenti del turismo: l'hotel ristorante Ghiacciaio all'ingresso del paese verrà demolito la prossima settimana. Il Comune ha già provveduto a staccare il lampione della rete pubblica che era istallato sulla facciata, isolando la linea in modo da garantire lavori in sicurezza. Poi lunedì o martedì arriveranno le macchine demolitrici che tireranno giù almeno due dei tre piani, ormai troppo pericolosi. ...

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FIUMALBO

Se ne va un pezzo di storia di Fiumalbo e dell'intero Appennino, emblema degli anni ruggenti del turismo: l'hotel ristorante Ghiacciaio all'ingresso del paese verrà demolito la prossima settimana. Il Comune ha già provveduto a staccare il lampione della rete pubblica che era istallato sulla facciata, isolando la linea in modo da garantire lavori in sicurezza. Poi lunedì o martedì arriveranno le macchine demolitrici che tireranno giù almeno due dei tre piani, ormai troppo pericolosi. Di fatto, c'era un rischio per l'incolumità pubblica sulla statale 12 che passa proprio sotto (salendo, lo stabile è pochi metri prima del bivio che conduce al paese), andando verso la brutta stagione gelo e neve avrebbero potuto causare la caduta di detriti (com'è successo quest'inverno a Pavullo in via Marconi e sempre sulla statale 12 a Sant'Antonio) e Anas, in accordo con il Comune, dopo un sopralluogo congiunto ha emesso l'ordinanza di demolizione a cui la proprietà, capendo bene la situazione, ora darà seguito. Un'operazione necessaria a detta di tutti, ma è chiaro che verrà vissuta con una certa malinconia: il Ghiacciaio è stato uno dei primissimi alberghi di Fiumalbo e dell'Appennino, costruito dalla famiglia Santi con una dotazione d'avanguardia (dietro un laghetto con le trote, davanti la pompa di benzina) che ne aveva fatto un gioiello per il turismo, dove tante famiglie hanno trascorso le vacanze (quando Trentino e Alpi erano fuori portata) e altrettante vi hanno lavorato: ci sono ancora nonne che ricordano bene l'esperienza di metà anni Quaranta nello staff del rinomato albergo. Chiuso ormai da 35 anni: dopo la scomparsa nel 1983 del titolare Renato Santi, la famiglia vendette e non si riuscì mai ad avviare un concreto piano di riapertura e recupero. Tanti inverni fiumalbini sono passati, e adesso sta cadendo tutto a pezzi: «Sono tre anni che dialogando con la proprietà stiamo cercando di capire quale può essere il futuro dell'area: difficile pensare a un nuovo albergo, ma anche in altri ambiti di certezze al momento non ce ne sono – spiega il sindaco Mirto Campi – l'unica è che lo stabile ormai costituiva un pericolo e come tale andava rimosso, anche i nuovi proprietari sono concordi su questo. Certo che è un passo vissuto da tutti con una certa malinconia: io stesso ho un ricordo vivissimo dei vecchi gestori, ci sono stato dentro tante volte e custodisco bellissimi momenti. È un po' di storia che se ne va, ma non possiamo vivere di ricordi: dobbiamo guardare alla realtà». —