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Modena, Fondazione Neri, rubato il computer della direttrice Cavani

I ladri si sono introdotti all’interno degli uffici di via Ganaceto Appello della proprietaria: «Ci sono i file di 10 anni di lavoro»

MODENA. È sparito il computer della direzione della San Filippo Neri, l’importante ente che agisce nel campo del sociale in questi mesi al centro di numerose polemiche dopo le dimissioni dell’ex presidente Mauro Tesauro.

È giallo perché il computer della direttrice Cristina Cavani - manager alla Neri da dieci anni e da alcuni mesi anche tesoriere del Pd Modena - sarebbe stato rubato lunedì scorso dagli uffici della Fondazione, che sono presso la Camera di Commercio di via Ganaceto. La scopert ...

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MODENA. È sparito il computer della direzione della San Filippo Neri, l’importante ente che agisce nel campo del sociale in questi mesi al centro di numerose polemiche dopo le dimissioni dell’ex presidente Mauro Tesauro.

È giallo perché il computer della direttrice Cristina Cavani - manager alla Neri da dieci anni e da alcuni mesi anche tesoriere del Pd Modena - sarebbe stato rubato lunedì scorso dagli uffici della Fondazione, che sono presso la Camera di Commercio di via Ganaceto. La scoperta, nel suo ufficio dove l’aveva lasciato, sarebbe stata fatta dalla stessa Cavani che immediatamente ha sporto denuncia per la scomparsa del computer portatile di lavoro.

Dopo la denuncia gli investigatori si sono subito messi al lavoro. Le indagini permetteranno anche di esaminare i video delle telecamere posizionate alla Camera di Commercio e in via Ganaceto.

A destare un certo stupore, sia all’interno della Neri, sia tra chi sta iniziando a occuparsi di questa vicenda, c’è il fatto che i ladri avrebbero rubato negli uffici solo il computer della Cavani. Nient’altro. Anzi, non sarebbero neppure stati rubati i cavi di alimentazione.

Chi si è introdotto negli uffici voleva proprio solo il computer e il suo contenuto? Difficile dirlo. Certo questa “grana” per la Neri non ci voleva, perché a quanto pare il computer rubato era lo strumento di lavoro che Cristina Cavani ha utilizzato in questi ultimi anni.

Carte, documenti, appunti di lavoro, dunque, sarebbero contenuti in questo computer scomparso”. Quel che è certo è che, come ha lasciato trapelare, la dirigente sarebbe preoccupatissima e disperata per lo strumento di lavoro rubato: «Lì dentro c’è tutto il mio lavoro, dieci anni di attività alla fondazione Neri». L’ente, come si ricorderà, è al centro di polemiche dopo che è divenuta pubblica la lettera che l’ex presidente della Neri Tesauro - nominato nello scorso gennaio dal presidente della Provincia - aveva scritto a Gian Carlo Muzzarelli.

Nella missiva si accusava direttamente Cavani di una gestione non consona all’ente, chiedendogli ad esempio conto di 55mila euro che erano transitati dalla Neri alla associazione SFN International controllata dalla stessa dirigente (poi dimessa) e un’altra dipendente della Fondazione medesima. Oggi la preoccupazione della Cavani è condivisa dalla nuova presidente Luciana Borellini, sempre nominata dal presidente Muzzarelli dopo Tesauro.

La Neri gestisce un immobile di 12mila metri quadrati in centro, in via Sant’Orsola, fornisce comodati gratuiti di spazi ad Asp e Università ed è il fulcro di milioni di euro che nel corso degli anni sono stati distribuiti per progetti di welfare sul territorio modenese. —

STEFANO LUPPI

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