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Ai Giardini ducali di Modena il Comune “sfratta” le galline e i pulcini

Ai Giardini Estensi è iniziato un programma di “sfratto”delle galline che vivono allo stato brado. Da una settimana sono dimezzate: se a fine agosto erano una cinquantina (pulcini esclusi). La spiegazione del Comune: "Erano troppe le trasferiamo in alcune fattorie didattiche"

Ai Giardini Estensi è iniziato un programma di “sfratto”delle galline che vivono allo stato brado. Da una settimana sono dimezzate: se a fine agosto erano una cinquantina (pulcini esclusi), oggi ne sono rimaste poco più di venti. La “cattura”, come possono notare i frequentatori dei Giardini, avviene in modo sistematico con una trappola.

Nel corso degli anni le galline sono ormai diventate un simbolo dei Giardini.

Una delle prime iniziative della Giunta Muzzarelli, alcuni anni fa, fu di quella ...

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Ai Giardini Estensi è iniziato un programma di “sfratto”delle galline che vivono allo stato brado. Da una settimana sono dimezzate: se a fine agosto erano una cinquantina (pulcini esclusi), oggi ne sono rimaste poco più di venti. La “cattura”, come possono notare i frequentatori dei Giardini, avviene in modo sistematico con una trappola.

Nel corso degli anni le galline sono ormai diventate un simbolo dei Giardini.

Una delle prime iniziative della Giunta Muzzarelli, alcuni anni fa, fu di quella di abbattere la recinzione e distruggere la capanna “tucùl” accanto al laghetto principale per il “decoro” della zona nel progetto della propaggine modenese di Expo 2015.

Le galline, le oche e le anatre che si trovavano all'interno del recinto vennero portate quasi tutte via. Scoppiò una polemica accesa su questo gesto che in qualche modo feriva non solo gli animalisti, ma anche i ricordi dei modenesi sui Giardini. Al punto che il “tucùl” – l'ultima traccia rimasta dello stile coloniale che i Giardini avevano avuto ai tempi in cui c’era anche il leone Ras – è rimasto in piedi ed è stato anzi rinnovato. Alcune galline sono state lasciate in giro, libere di andare ovunque. Ma la rete non è mai stata innalzata di nuovo e il tucùl è rimasto chiuso. Perciò le galline hanno girato libere.

Libere di appollaiarsi sui rami degli alberi, di riprodursi dove volevano di covare le uova dietro i cespugli e di razzolare tra frequentatori del bar, podisti e qualche senza tetto che dorme sulle panchine. Col tempo quelle galline e sopratutto quei galli dai colori sgargianti sono diventati un elemento di riferimento se non un simbolo dei Giardini: è davvero difficile vedere questi pennuti, simbolo della più assoluta sottomissione e dello sfruttamento dell'uomo, vivere allo stato brado soprattutto in uno spazio pubblico. Le galline, ben ambientate in questa realtà, si sono riprodotte e quest'anno hanno avuto un gran numero di pulcini.

Una settimana fa, il Comune – o una ditta a suo nome – ha mandato un suo “agente” per catturare i pennuti. Per farlo, è bastata una trappola tradizionale. Un bel piatto pieno di mais , un cesto traforato e un bastone che lo tiene sollevato: appena il pollo si mette a beccare il mais, basta un calcio al bastone e il cesto lo chiude dentro. In questo modo sono stati portati via più di venti polli, galli e galline in pochi giorni. Il numero è dimezzato: ieri ce n'erano poco più di venti. Dove vadano a finire questi polli ruspanti di città non si sa. Verrebbe da ipotizzare siano affidati a qualche allevatore o agricoltore dei dintorni. L’auspicio dei frequentatori dei Giardini, osservando ogni preda che viene portata via dopo la cattura, è che non siano soppressi o finiscano in qualche padella...

C'è chi dice che questa eliminazione è un atto voluto per controllare la loro riproduzione e per evitare malattie avicole. Girano anche voci che il Comune sia intenzionato a rimettere in piedi una rete nel punto dove si trovava prima, attorno al tucul, per ripristinare il pollaio rimettendo anche le anatre come un tempo. —

LA SPIEGAZIONE DEL COMUNE

Nella mattinata del 7 settembre, in concomitantza con la pubblicazione di questo articolo il Comune di Modena ha diramato una nota stampa di spiegazione dello "sfratto" in atto.

"Sono 16 le galline “francesine” che, al momento, sono state trasferite dai Giardini ducali di Modena a due fattorie didattiche della zona. - viene spiegato -  L’operazione, che si svolge periodicamente su indicazione del servizio Veterinario, ha l’obiettivo di ridurre il numero di questi esemplari di galline che vivono nel parco, quindi in un contesto non idoneo per animali da cortile, creando problemi di carattere igienico sanitario.

Oltretutto le “francesine”, i cui primi esemplari non sono state introdotti ai Giardini dal Comune quanto piuttosto liberati diversi anni fa da altri soggetti, si riproducono rapidamente, sono in grado di volare e producono parecchio guano.

Come già fatto in più occasioni in passato, quindi, anche nelle scorse settimane il Servizio Ambiente e l’Ufficio diritti animali del Comune si sono attivati affinché una parte degli animali venisse spostata in due fattorie didattiche della periferia cittadina, che già ospitano parecchi animali da cortile. Ai Giardini rimangono ancora, comunque, una ventina di esemplari.

Nell’occasione, informando i cittadini del programma di trasferimento con alcuni manifestini nel parco, il Comune ha ricordato anche il divieto di alimentare la fauna selvatica presente nei giardini pubblici. La violazione comporta una sanzione amministrativa che può andare da 25 a 150 euro con obbligo della cessazione immediata del comportamento vietato che, inoltre, contribuisce a peggiorare le condizioni igieniche della zona attirando animali infestanti come roditori, topi in particolare".

CARLO GREGORI

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