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Unione del Frignano Stefania Cargioli lascia il fronte del centro sinistra

LA POLITICASecondo terremoto politico in pochi giorni nell'Unione del Frignano. Dopo l'uscita dalla maggioranza del fiumalbino Gabriele Nizzi (passato all'opposizione con la Lega), il nuovo scossone...

LA POLITICA

Secondo terremoto politico in pochi giorni nell'Unione del Frignano. Dopo l'uscita dalla maggioranza del fiumalbino Gabriele Nizzi (passato all'opposizione con la Lega), il nuovo scossone arriva tutto in ambito centrosinistra. La mancanza di sintonia con i colleghi di “Frignano Insieme” ha infatti condotto Stefania Cargioli (Pavullo) a dare le dimissioni da capogruppo per creare una nuova entità assieme a Roberta Muccini (Polinago): il gruppo autonomo “Uniti per il Frignano” è nat ...

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Secondo terremoto politico in pochi giorni nell'Unione del Frignano. Dopo l'uscita dalla maggioranza del fiumalbino Gabriele Nizzi (passato all'opposizione con la Lega), il nuovo scossone arriva tutto in ambito centrosinistra. La mancanza di sintonia con i colleghi di “Frignano Insieme” ha infatti condotto Stefania Cargioli (Pavullo) a dare le dimissioni da capogruppo per creare una nuova entità assieme a Roberta Muccini (Polinago): il gruppo autonomo “Uniti per il Frignano” è nato mercoledì con la presentazione dell'atto costitutivo. È dunque risultata insanabile la diversità di vedute già evidenziata nei mesi scorsi con votazioni difformi delle due consigliere: «Ci sono state divergenze su punto nascita, Valli del Cimone e statuto – ricorda la Cargioli - temi importanti che meritavano discussione approfondita dentro il gruppo di maggioranza per poi cercare la condivisione di tutti i consiglieri dell'Unione, o della maggior parte. Non è stato possibile, rendendo vani i ripetuti sforzi in questa direzione da parte della sottoscritta: hanno prevalso logiche di parte e di campanile. Tutti i richiami circa l’impossibilità a continuare con un gruppo diviso, ingovernabile e sordo a logiche unitarie sono caduti nel vuoto. Per questo io e Roberta abbiamo deciso di costituire un gruppo autonomo, nella convinzione che le scelte strategiche dell'Unione debbano essere condivise e vadano superate logiche legate solo alla dinamica maggioranza-minoranza. L'Unione è forte nei confronti degli altri interlocutori istituzionali se si presenta unita e coesa, nell'esclusivo interesse dei cittadini del Frignano». Scissione non significa però passaggio all'opposizione: «Il nostro obiettivo è quello di confrontarci con più serenità con gli altri gruppi per fare prevalere il buonsenso - specifica la Cargioli – anzi, se altri vogliono aggregarsi a noi la porta è aperta. Vogliamo però marcare una maggiore autonomia, per favorire discussione e partecipazione». Insomma, nulla è scontato al momento del voto, anche se la Cargioli mantiene la tessera Pd (mentre la Muccini è civica). La cosa rischia di avere trascinamenti pericolosi per il governo dell'ente, il cui Consiglio è regolato da un meccanismo di voto che assegna due quote a chi è in maggioranza nei rispettivi Comuni. Dopo l'uscita di Nizzi la maggioranza si reggeva su 16 quote contro 14, adesso col passo di lato di Cargioli-Muccini altre 3 quote sono quantomeno in bilico. «Si è solo palesata una situazione che era già chiara prima – commenta il presidente Leandro Bonucchi – rispetto la scelta, però non posso non evidenziare che è difficile pensare di poter favorire il governo con un maggior frazionamento. Si dice di cercare condivisione ma poi si divide: non vorrei che per qualcuno conti di più la visibilità personale, e per qualcun'altro una logica già da campagna elettorale». —

DANIELE MONTANARI