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Mistero a San Donnino. Trovato il cadavere di una giovane era nell’erba nudo e carbonizzato

La morte non sarebbe recente. La vittima aveva circa 30 anni. La zona frequentata da prostitute

San Donnino: i carabinieri sul luogo del ritrovamento di un cadavere

MODENA. È un fatto importante che il corpo parzialmente carbonizzato e ischeletrito trovato tra le frasche di uno spiazzo frequentato da prostitute, prostituti e scambisti vicino all’argine del Panaro a San Donnino fosse nudo. Completamente nudo: nei paraggi non sono stati trovati né vestiti né coperte né sacchi.
Quello scheletro ormai ...

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San Donnino: i carabinieri sul luogo del ritrovamento di un cadavere

MODENA. È un fatto importante che il corpo parzialmente carbonizzato e ischeletrito trovato tra le frasche di uno spiazzo frequentato da prostitute, prostituti e scambisti vicino all’argine del Panaro a San Donnino fosse nudo. Completamente nudo: nei paraggi non sono stati trovati né vestiti né coperte né sacchi.
Quello scheletro ormai scarnificato e in parte carbonizzato appartiene a una donna probabilmente trentenne. Era abbandonato in un angolo in fondo al piazzale ricavato tra la vegetazione dove trovano rifugio occasionale vagabondi e tossicomani, vicino al viavai di mezzi e rifiuti di incontri sessuali di una zona verde totalmente trascurata. La scoperta è stata fatta lunedì intorno alle 17. Un passante ha chiamato i carabinieri che hanno mandato sul posto anche la Scientifica. La salma è stata consegnata alla Medicina legale. Nessuna indicazione chiara è finora arrivata, ma l’istituto di via del Pozzo sottoporrà al più presto i resti a una Tac che chiarirà gli elementi fondamentali per orientare le indagini del pm Claudia Natalini.

IN MEZZO AL FOGLIAME


Il corpo decomposto era abbandonato in mezzo al fogliame in fondo allo spiazzo. La vegetazione è alta neppure 20 cm. Fino all’altra sera nessuno si era accorto della presenza di resti umani. Eppure in quel punto ci sono chiare tracce di bivacchi recenti e di pasti di vagabondi e c’è persino una tenda piegata in una sacca a 3-4 metri dal punto del cadavere.

BIVIO INVESTIGATIVO


Il bivio investigativo è chiaro: il corpo femminile parzialmente carbonizzato e ischeletrito è stato gettato lì da poco oppure è deperito lì dopo il decesso? Nel primo caso, si può supporre che qualcuno abbia portato il cadavere ormai del tutto decomposto da chissà dove, lo abbia scaricato dal suo mezzo e si sia ripreso la sacca o il telo che lo avvolgeva per non lasciare tracce. La seconda ipotesi, altrettanto plausibile, è che la giovane donna sia morta nuda lì e lì sia rimasta per i mesi estivi. L’ipotesi concorda con il racconto di un ciclista (vedi articolo sotto). Le condizioni climatiche di questa estate possono aver favorito una decomposizione estremamente accelerata. In questo caso, il corpo sarebbe stato divorato dalla fauna batterica e dagli animali. In poche settimane, sparita la carne, sarebbero rimaste solo le ossa. Resta da capire perché le ossa sono in parte carbonizzate. L’autopsia sarà importante per stabilire quale delle due versioni è più plausibile.

Le ossa non indicano nulla, apparentemente. Chi le ha raccolte, gli stessi carabinieri che stanno investigando e i medici legali incaricati mostrano massimo riserbo nell’esprimersi sul loro stato di conservazione. Da quanto trapela, non si capisce se presentano segni di frattura generati da violenza.
Quanto alla causa del decesso, è impossibile per ora stabilire se la persona sia morta per cause naturali o per mano di qualcuno. Sempre la Tac potrà dare importanti indicazioni.


IDENTIFICAZIONE DIFFICILE

Dare un nome e cognome alla persona ritrovata sarà difficile. E non è detto che si riesca: altri casi analoghi sono rimasti misteri col tempo diventati “cold case”. Dalla prima osservazione, si tratta di una donna trentenne. Lo indica il bacino, il primo punto che “parla” agli esperti. La Medicina legale lo sottoporrà ad osservazioni più accurate come per la dentatura. —