Missione compiuta, ciao Italia

Battuta Malta, Braglia stracolmo, ma è il sorriso portato alla Bassa il fiore all’occhiello

    di Paolo Vecchi

    L'Italia ha salutato Modena dopo essersi fatta un'autentica abbuffata di affetto. Missione compiuta: vittoria con Malta, Braglia esaurito e un grande gesto: il blitz a Medolla, nel cuore delle zone terremotate. Gli azzurri lo avevano promesso, hanno mantenuto la parola. Ed è questo il fiore all'occhiello della tre giorni modenese dei ragazzi di Prandelli.

    Lo spettacolo tecnico offerto dalla sfida con Malta non sarà consegnato alla storia: partita modesta dal risultato scontato in partenza ma che sul campo si è rivelato meno facile del previsto. 2-0, un gol all’inizio e uno alla fine tanto per mettere tre punti nella classifica del girone per la qualificazione al prossimo Mondiale. Ma ha ragione Prandelli: è dura chiedere grandi prove ai giocatori azzurri in settembre, mese in cui gli strascischi della preparazione sono una minaccia di infortunio costante e i diktat dei club di appartenza "guai a farsi male" a dir poco perentori.

    Gioiello Braglia

    Il Braglia, ricostruito in cento giorni per la promozione del Modena in A, è un gioiellino, la sede adatta per ospitare le partite dell’Italia contro avversari nettamente inferiori nel ranking mondiale. Calore, affetto, tutto esaurito: il clima ideale che si era creato con le Far Oer e l’Estonia, nei due precedenti blitz della nazionale maggiore, è stato ricreato con Malta: peccato che lo show sul campo non sia stato lo stesso di quello offerto dal pubblico. Modena negli ultimi cinque anni è diventata un punto di riferimento importante per i colori azzurri, ma la nazionale non ha solo preso, ha anche saputo dare. Soprattutto in questa occasione.

    Donadoni, Prandelli e fair play

    L’allenamento disputato a Medolla al suo arrivo è stato un bel gesto. Che poteva, ma non doveva fare. L’Italia ha scelto di far parlare i fatti ed è andata a portare un momento di gioia e di distrazione in una terra in cui le ferite provocate dal terremoto sanguinano ancora copiosamente. Ha saputo riaccendere i fari dell’attenzione nazionale su una realtà drammatica mettendoci le facce famose dei propri giocatori e passione nell’intrattenersi con migliaia di bambini e persone. Che non è così scontato nel pianeta azzurro. Ricordiamoci che l’Italia di Donadoni lusingò una valanga di ragazzini convocati al Novi Sad senza poi rivolgere loro nemmeno un saluto. Questa volta il calcio un applauso lo merita perchè ha saputo essere un portatore sano di umanità. Che già era stata espressa, da Modena, Sassuolo, Samp e dalla Lega di B. L’Italia ha completato l’opera e la Figc la proseguirà aiutando la ristrutturazione di progetti nella Bassa. Il calcio azzurro forse sta scoprendo quel ‘terzo tempo’ che è il simbolo dell’ItalRugby. Era ora.

    13 settembre 2012

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