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Boakye, il piccolo Eto’o del Sassuolo

La storia del bomber che a Modena ha un omonimo, il 14enne Daniele, talento dell’hockey su pista

Del Richmond Boakye calciatore si sa quasi tutto. Molto meno del Boakye fuori dal campo. Lui, timido e riservato, parla poco anche se nelle interviste dopopartita non si dimentica mai di ringraziare Dio per i gol. Lo ha fatto anche a Grosseto dove ha deciso il match così com’era accaduto sette giorni prima con l’Ascoli. Domenica col Varese ci sarà: la nazionale ghanese, dopo averlo preconvocato per la sfida col Malawi, ha deciso di lasciarlo a Sassuolo.

In Italia a 15 anni Nato ad Accra il 28 gennaio 1993, Richmond sbarca in Italia nell’agosto 2008 per disputare un torneo a Vicenza. Lì si fa notare e il procuratore Leandro Giusti lo porta al Genoa. Nelle giovanili brucia le tappe e nell’aprile 2010 esordisce in serie A a Marassi contro il Livorno andando pure in gol. Rete che ne fa il terzo marcatore debuttante più giovane della serie A. Bruciando la concorrenza Bonato chiama Capozucca e se lo fa dare in prestito.

Un po’ Eto’o, un po’ Gyan Dopo 10 gol in 32 presenze finisce il prestito di Boakye al Sassuolo. In estate lo prende la Juventus, fa tutto il ritiro coi bianconeri prima di tornare al Sassuolo per la definitiva maturazione. L’ambiente e l’arrivo di mister Di Francesco (con Pea ha avuto un rapporto problematico) lo convincono a preferire il Sassuolo all’Atalanta. I tifosi sono innamorati di lui e i paragoni si sprecano. Richmond stravede per Eto’o ma ammira anche Asamoah Gyan, connazionale con trascorsi nel Modena. Come Gyan anche Boakye è di etnia Ashanti, calcisticamente però assomiglia più al camerunense: Boakye è veloce, capace di inventare gol dal nulla. Il che lo rende imprevedibile e, spesso, immarcabile.

Nostalgia del banku Anche se il suo futuro sarà alla Juventus, Richmond ha un debole per il Manchester United. Nel tempo libero frequenta dei connazionali anche loro residenti a Sassuolo, ama dormire, giocare alla Playstation e guardare film. La cosa che gli manca di più, oltre a famiglia e amici, è il cibo. In particolare il banku, un contorno preparato con farina fermentata di cassava e mais arrostita sul fuoco che si accompagna con carne e verdure. Salutato l’amico Isaac Cofie, passato dopo l’esperienza in neroverde al Chievo, quest’anno sotto il campanone Boakye ha trovato un altro connazionale, Yussif Raman Chibsah. In comune hanno l’età, la nazionalità e il fatto di essere nati ad Accra.

Obiettivo 15 gol per la A

«Il mio obiettivo di quest’anno? Fare quindici reti e provare ad andare in serie A col Sassuolo». Lui è uno di parola: l’anno scorso aveva promesso 10 gol e 10 gol ha segnato...

L’ALTRO BOAKYE

C’è un altro talento nello sport modenese che di cognome fa Boakye e di nome Daniele. Non è parente col più noto Richmond attaccante del Sassuolo e lo sport nel quale emerge è l’hockey su pista. Nato il 2 ottobre 1998 a Pavullo nel Frignano da genitori ghanesi, oggi separati, vive a Modena col padre, la matrigna ed una sorellina nata da qualche giorno. Il Boakye dell’hockey è stato nel suo paese quando era ancora piccolissimo, coi suoi genitori naturali, entrambi provenienti dalla capitale ghanese, Accra, città natale anche del calciatore Richmond. A Daniele piace la cucina modenese ed ama vivere nella nostra città. Per merito dell’hockey e del suo modo di fare, affabile e comunicativo, ha tanti amici in ogni parte d’Italia. Daniele Boakye ha iniziato ad andare sui pattini a soli 5 anni, iscrivendosi ad un corso in Villa d’Oro. Da allora è sempre stato seguito da Massimo Barbieri, ancora suo attuale allenatore. «Boakye è davvero un talento naturale- ha detto il tecnico Massimo Barbieri - con una forza esplosiva ed una elasticità muscolare eccezionali. Ha un innato senso del gol che lo ha portato a realizzare oltre 50 reti nella scorsa stagione nelle categorie Under 15 e under 17, dove tra l’altro ha firmato i gol decisivi nelle Finali Nazionali con la maglia della UVP, vincendo il Campionato Italiano Under 15 e la Coppa Italia Under 17.”Difetti ?” Qualcuno lo ha già accostato a Mario Balotelli per il suo carattere irrequieto.- ha continuato il tecnico Barbieri. Voglio chiarire: Daniele è un bravissimo ragazzo, sempre promosso a scuola e senza grilli

per la testa. Nell’hockey è istintivo, estroso e funambolico, ma fatica a concentrarsi e a seguire il gioco organizzato». Daniele desidererebbe incontrare Richmond e sogna un futuro in Azzurro con la Nazionale Italiana Senior di hockey.

(ha collaborato Alessandro Rossi)

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