Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Il Modena si nega a Bonacini che torna in sella e si scatena

L’accoppiata di patron Gaudì col diesse Giuntoli è vincente Una squadra nata nell’incertezza arriva a realizzare il sogno

Chi se lo poteva immaginare? Ad inizio anno, nessuno. L'estate 2012, infatti, è tutta vissuta sul filo dell'incertezza. A partire dal fischio finale di Carpi-Pro Vercelli, giocata al Braglia. Lì sfuma la Serie B, ma il rischio successivo è che evapori l'intera società. Col patron Stefano Bonacini e il ds Cristiano Giuntoli traslocati armi e bagagli al Modena. Non accade. E la conferenza stampa di mister Gaudì, con la quale annuncia il disimpegno, è destinata a rimanere lettera morta. Ma per ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

Chi se lo poteva immaginare? Ad inizio anno, nessuno. L'estate 2012, infatti, è tutta vissuta sul filo dell'incertezza. A partire dal fischio finale di Carpi-Pro Vercelli, giocata al Braglia. Lì sfuma la Serie B, ma il rischio successivo è che evapori l'intera società. Col patron Stefano Bonacini e il ds Cristiano Giuntoli traslocati armi e bagagli al Modena. Non accade. E la conferenza stampa di mister Gaudì, con la quale annuncia il disimpegno, è destinata a rimanere lettera morta. Ma per allestire una rosa decorosa, Giuntoli è costretto a vere e proprie acrobazie. A partire dal tecnico. Affidare la rosa a Gabriele Cioffi vuol dire risparmiare. E allora diventa soluzione plausibile. Lo affianca a Daniele Tacchini, che ci mette la faccia. Il Carpi di Montese è solo un abbozzo, ma le cessioni di Laurini e Memushaj assicurano un po' di respiro alle casse societarie. Il resto lo fanno i salti mortali del ds. Prima convince Caludio Lollini a rimanere, affidandogli la fascia da capitano, poi sfrutta il fallimento della Spal per prelevare Rachid Arma a costo zero. Richiama alcuni prestiti per testarne la qualità, come Francis Obeng, Elia Cortesi e Alessandro Dascoli. Ci aggiunge un mazzo di giovani prelevati dalla serie inferiori: Gaetano Letizia, Marco Sportiello, Riccardo Gagliolo, Marco Fusar Bassini. O rincalzi, sempre giovanissimi, come Alessio De Bode o Matteo Sperotto, di cui si sbarazza la Reggiana. Poi lavora ai fianchi Andrea Ferretti, che decide di rimanere. Il Carpi che vince a Grosseto nel secondo turno di Coppa Italia è quasi una sorpresa. Ma il progetto di Giuntoli inizia a prender forma. Intanto, per alleggerire il monte stipendi, meglio lasciar andare chi non ha convinto. Come Obeng e Dascoli, o Gianmarco Mascolo, Stefano Pietribiasi e Vittorio Nocerino. Per puntellare la rosa servono almeno tre elementi. Le buone entrature con lo Spezia permettono di arrivare a Raffaele Bianco e Romeo Papini. Devono dar solidità al centrocampo. Per la difesa, invece, si va sull'usato sicuro col ritorno di Leonardo Terigi. Arriva due giorni prima dell'inizio del campionato. Che è di nuovo una sorpresa: vittoria a Trapani, contro una big. L’inizio è così sorprendente da risvegliare le passioni di Bonacini. Non ha venduto, ma ha scelto un profilo basso, lasciando il palcoscenico al presidente Claudio Caliumi, garante della continuità societaria. Ma giornata dopo giornata il profilo si alza. Quando il Carpi è primo al giro di boa, è ormai chiaro che il patron è ridisceso in campo. Giusto in tempo per aggiungere due pennellate al capolavoro giuntoliano, ancora incompiuto. Dentro Fabrizio Melara e Luigi Della Rocca. E' la qualità che manca. Per completare l'opera servirebbe un centrocampista. Il piano c'è. Ma sfumando la cessione di Concas mancano le risorse per quadrarlo. I due tasselli per compiere il capolavoro arrivano comunque. Il primo è un paradosso, perché va contro la volontà dello stesso ds: l'esonero di mister Cioffi e l'arrivo di Brini. Effetto della crisi d'inizio girone di ritorno. Fortemente voluto proprio da Bonacini. Il secondo è il mediano agognato nel mercato invernale: è Papini, che ritrovata la miglior forma diventa la pietra angolare dell'undici briniano. E' l'ultima pennellata che trasforma in realtà il sogno della Serie B. (f.g.)