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Conte: ‘Noi, argentini di Modena’

«Torno in campo con Quiroga, Kantor e Martinez a 31 anni dal bronzo dei Mondiali 1982»

PalaPanini, la casa di tutti quanti hanno lasciato il segno, a Modena e nel mondo della pallavolo: qui i campioni di una volta, prima o poi ritornano, non importa se con qualche anno in più, un ruolo diverso e un carico di ricordi da condividere con chi ha tifato, sofferto ed esultato con loro e per loro.

Hugo Conte, si guarda intorno, tenta di calarsi nell’atmosfera, per la verità assai improbabile, di un Casa Modena-Diatec che non ha nulla a che vedere con la “sua” pallavolo, quella con cui ha deliziato i palati fini del palazzo per tre stagioni, dal 1990/’91 al 1992/’93 nonostante Modena fosse stata appena azzerata dall’avvento di super potenze come Mediolanum, Benetton e il Gruppo Ferruzzi.

Dovevano essere la classica ciliegina su una torta prelibata, con Bernardi, Cantagalli e Andrea Gardini, lui e l’inseparabile amico di mille battaglie Waldo Kantor, si ritrovarono invece al fianco di Besozzi, Pippi, Fabbrini, Cavalieri e Lavorato, ma non fecero una piega perché amavano combattere e vinsero anche un Italian Open di cui forse in pochi oggi si ricordano.

«Altri tempi davvero, io e Waldo abbiamo passato tre anni fantastici a Modena. Aver avuto l’onore di giocare in quella squadra con Peppino Panini come presidente fu una esperienza molto forte. La sua presenza in partita, e anche tante volte a cena con i suoi racconti di vita favolosi restano dentro di noi. Panini è stato uno dei padri della pallavolo italiana e per noi una persona meravigliosa che ci ha trasmesso tanti valori importanti di vita . Lo ricordiamo sempre con tanto affetto e rispetto».

Altri tempi, diceva giustamente Hugo che oggi spopola, ma non sul parquet.

«Faccio l’opinionista per la televisione argentina, commento tutte le partite della nostra Nazionale, mi piace, è divertente, se poi dovesse arrivare qualche buona proposta per allenare la valuterò».

Lo vedi tirato a lucido e non puoi resistere alla tentazione: Hugo, a 50 anni, potresti giocare ancora senza sfigurare.

«No, con questi no, non credo, sul piano fisico fanno paura, però in campo presto ci torno, molto presto e con tanti vecchi amici argentini che a Modena sono passati proprio come me».

Eccolo il fuoriclasse che ti stupiva in campo e continua a farlo anche ora. Sentite un po’ che idea, il grande Hugo.

«Domenica prossima a Mar del Plata, in Argentina si gioca il “Maxi Volley”, un torneo con oltre 150 squadre divise in varie categoria, una vera maratona della pallavolo. Ne ho parlato ad alcuni dei miei vecchi compagni e abbiamo deciso di riportare in campo l’Argentina che conquistò il bronzo ai Mondiali del 1982 e ai Giochi Olimpici di Seul nel 1988».

Fu quella per l’Argentina una Generazione di Fenomeni come per l’Italia lo fu quella che conquistò l’oro mondiale nel 1990.

«Non ci saremo tutti, perché Castellani non ha avuto l’autorizzazione dal club che allena in Turchia, ma gli altri sì. Anzi Kantor, Martinez, Quiroga e Uriarte si stanno già allenando da qualche giorno io li raggiungerò nelle prossime ore».

«Sarà il modo migliore

per onorare la memoria dell’allenatore di allora, Young Wan Sohn. E ci sarà anche Julio Velasco, che nel 1982 era assistente tecnico: ha accettato con entusiasmo, lui è attualmente in Argentina e siederà sulla nostra panchina, come 31 anni fa: che fate a venite a vederci?

Fabio Rossi

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