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Anna novella Filippide

Terzo posto in Sicilia per la Cavallo nella maratona dallo spirito olimpico

RAGUSA. Fra le tante 42 chilometri in giro per il mondo, ne esiste una decisamente particolare. Si corre ogni anno, da otto anni a questa parte, agli inizi di agosto in Sicilia. E’ particolare ed affascinante, non solo perché prende il via alle 4,30 di mattina, quanto per l’assenza rigorosa di qualsiasi strumento tecnologico. Una maratona “al naturale”, nel pieno rispetto dello spirito olimpico. Ecco perché l’hanno chiamata Maratona alla Filippide. L’originale evento è andato in scena domenica 9 agosto, con partenza tradizionale dalla Antica Stazione di Chiaramonte Gulfi ed arrivo a Punta Secca, sulla splendida spiaggia dove sorge la celebre casa del Commissario Montalbano. Una formula, quella della Maratona alla Filippide, che rende omaggio alla leggendaria impresa dell’omonimo eroe greco, che 2.500 anni fa coprì la distanza che separa Maratona da Atene per annunciare la vittoria sull’armata persiana. E lo fa prevedendo un percorso sprovvisto di segnaletica chilometrica, munito solamente di linee di partenza ed arrivo, con frecce direzionali per i giusti incroci. Niente cronometri, cardiofrequenzimetri o musica in cuffia. Ristori sistemati a distanze variabili fra loro, per evitare i riferimenti temporali, scanditi solo dalla luce diurna che sorge gradualmente accompagnando gli atleti al traguardo. «E’ una corsa speciale – racconta Anna Cavallo, runner targata Polivalente Castelnuovo Rangone, affezionata alla manifestazione da quattro edizioni a questa parte – Un appuntamento fisso della mia estate, parte integrante ormai delle mie vacanze in Sicilia. La sveglia che suona alle due di notte, la colazione con gli amici, i sorrisi prima del via, con il patron Guglielmo Causarano, presidente della società organizzatrice ASD no al Doping di Ragusa ad annunciarlo in piedi sul muretto, rigorosamente senza microfono». 42 chilometri e 195 metri sul cosiddetto percorso della “planata degli iblei”, partendo dagli 833 metri delle montagne di Chiaramonte Gulfi, soprannominato il “Balcone di Sicilia”. Poi giù a valle, costeggiando la provinciale 10 in direzione Ragusa, superando lo splendido castello di Donnafugata, teatro del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, fino alla meta, dove sorge la casa del Commissario Montalbano sulla incantevole spiaggia di Punta Secca. Spiaggia famosa anche per lo sbarco alleato dell’Operazione Husky, il 9 e 10 luglio del 1943. «Ho corso per me stessa, inseguendo le splendide sensazioni che una corsa di questo genere consente di cogliere – continua Anna – Non mi importava sapere dove fossi o se stessi girando ai 5’ o ai 6’ al chilometro. Correvo al buio, ascoltando i silenzi intorno a me, accompagnata solo dalla presenza, altrettanto silenziosa, del mio angelo custode Eliano Cuoghi in bicicletta, compagno di vita e mio coach di fiducia. Al sorgere delle prime luci, sorpassi e controsorpassi con altre podiste, qualcuno mi dice che sono quinta, poi la salita di Donnafugata e lo sterrato. Crisi, fatica, ma vado avanti e stringo i denti perché so di non avere l’allenamento per quella distanza. Manca poco ed intravedo la spiaggia di Punta Secca con gli occhi lucidi. Una gioia immensa». Anna Cavallo chiude sul podio la sua Maratona alla Filippide. Terza, in 3h50’37”, dietro alla fuoriclasse di Capo d’Orlando Cinzia Sonsogno (3h24’02”) ed all’atleta

di casa Flavia Modica. Insieme a lei, fra i 113 concorrenti al traguardo tutti alle spalle del recordman locale Vincenzo Taranto (2h47’00”), anche altri quattro modenesi in gara: Andrea Scacchetti (4h12’39”), Massimo Filippini, Carlo Galanti e Werther Torricelli (appaiati in 4h14’48”).

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