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Ritorno al Cabassi, accordo vicino tra società e Comune

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Ritorno al Cabassi, accordo vicino tra società e Comune

L'intenzione è quella di portare la capienza dello stadio ai 5500 posti necessari per avere una deroga di due anni

CARPI. Il Carpi al Cabassi ora è più di un semplice sogno: stando alle indiscrezioni, l'accordo tra Comune e società sarebbe davvero a un passo e l'annuncio ufficiale in dirittura d'arrivo. Prima di stappare la bottiglia di spumante occorrerà attendere il vaglio del progetto da parte della Commissione di vigilanza provinciale, ma l'ostacolo più complicato pare essere stato superato. Per un paio di giorni, l'avvocato Grassani, incaricato dalla società, e l'Amministrazione si sono rimpallate la versione definitiva della nuova convenzione, nel tentativo di trovare la miglior forma scritta a un accordo già raggiunto a parole: un impegno congiunto a ritrovarsi intorno a un tavolo nel 2018 per ridiscutere la convenzione alla luce delle prescrizioni infrastrutturali della Lega Serie B, che per quella data prevedono l'abbattimento dei velodromi. Si tratterebbe di un corposo intervento che potrebbe però non essere necessario: dipenderà dalla Serie in cui militerà la società e dall'evoluzione dei regolamenti. Ma tutto questo riguarda il futuro. Nel presente, il Comune anticiperà 500 mila euro già previsti dalla attuale convenzione e spalmerà i restanti 123 mila fino alla scadenza del 2023. Una proporzione che potrebbe variare a vantaggio della società se il costo dovesse essere più alto dei circa 600 mila euro messi in preventivo. Una volta ufficializzato il tutto, il Carpi presenterà nel giro di pochi giorni i progetti alla Commissione provinciale di vigilanza e, salvo intoppi, potrà dare subito il via al cantiere. L'intenzione è quella di portare la capienza ai 5.500 necessari per avere una deroga di due anni. Almeno tre i progetti sul tavolo di via Marx. Il più accreditato prevede una curva di casa da circa 2.200 posti, costruita a partire da una distanza di sei metri dalla riga di fondo. Coprirebbe solo in parte l'attuale curva, che ai lati rimarrebbe agibile per il pubblico. In questo modo si rende necessaria una sola via di fuga a terra, con conseguente abbattimento di una parte dell'anello

di cemento. Un altro ingresso collegherebbe la nuova struttura alla vecchia scalinata. Si conclude così una trattativa durata quasi un mese, condotta a lungo dal presidente Claudio Caliumi e dal Club manager Matteo Scala da una parte, dall'Assessore Simone Tosi dall'altra.

 

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