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Recine-Babini-Corato: è tutto oro che luccica

Modenesi ed ex campioni di Panini e Daytona continuano a regalare sogni: trionfano a Vancouver negli Americas Masters Over 55 nel beach e nell’indoor

Campioni forse non si nasce, campioni si diventa, ma quando questo accade, è per sempre: qualche dubbio? Leggete i nomi dei vincitori dell’ Americas Masters Games, una sorta di campionato mondiale, o forse meglio, un’Olimpiade, né più né meno, per Veterani con tanto di Villaggio, che nulla aveva da invidiare a quella di Rio. Vancouver, Canada, il teatro dell’ennesimo sogno di una carriera che per tanti campionissimi non conosce la parola fine. Sì, avete capito bene, quindi non proprio dietro l’angolo per chi ormai nella vita avrebbe ben altro da fare e non inseguire un pallone alla “Kitsilano Beach”, gran colpo d’occhio, o all’ “UBC War Memorial Gymnasium & Student Recreation Centre”, cornice per il torneo indoor. Lontano dall’Italia, questo sì, lontanissimo. Più grande è la sfida, però, e più questi ragazzi di ieri, rimasti tali anche oggi, sono pronti a raccoglierla.

A questo punto reclamerete dei nomi ed è giusto accontentarvi, perché puntualmente sono poi finiti nell’albo d’oro (avevate dubbi?) della manifestazione. La categoria? Over 55, quindi si parla di “atleti” nati prima del 1961. Eccole, allora, le stelle che sanno solo vincere, che vi hanno emozionato un tempo e continuano a farlo oggi: Stefano Recine, Antonio Babini, Pierluigi Palumbo, Valerio Sozza, Giancarlo Dametto, Giulio Belletti, Massimo Raffaldi, Paolo Vecchi, Franco Allesch, Stefano Cella, Gianfranco Nardulli, Roberto Corato, Gabriele Berzacola, Alessandro Bussi. Staff: Lamberto Padovani, Achille Santoro, Giovanni Bortolussi.

Giusto citarli tutti, perché questi distinti signori si sono regalati la medaglia d’oro, conquistata battendo in finale 2-0 la Svizzera.

A chi di volley è vissuto, balzeranno agli occhi in tutta la loro evidenza i “modenesi” della spedizione, intendendo con questa definizione tutti coloro che qui non solo sono nati, ma anche sono passati.

Partiamo dallo staff? Lamberto Padovani, per tutti “Peda”, Panini ed Edilcuoghi nella sua storia illustre, in campo. Poi avete solo l’imbarazzo della scelta: da Recine a Babini, da Dametto a Belletti, con un punto esclamativo per “Ricciolo” Corato, forse non transitato per la ribalta della serie A, ma orgoglio di Modena e da citare come esempio per chi ama il volley in tutte le sue forme. Bastano le sue parole dopo la conquista della medaglia d’oro per capire come sia possibile imbarcarsi su un aereo destinazione altro capo del mondo.

«Adesso che è finita come doveva finire, questa fantastica avventura, volevo dire che sono stato davvero un privilegiato a far parte di questo gruppo, perché poter condividere queste sensazioni ed emozioni, non è da tutti!!! Fare tanti km. per venire a praticare lo sport che ami da sempre, e vincere, non ha prezzo ed è sempre bello!! Ce lo siamo proprio meritati».

Per lui, altrettanto meritati, sono arrivati anche i complimenti non esattamente di uno qualsiasi, Raul Quiroga: «Grande “Ricciolo”, quella scuadra senza di te non era nula!!! Forte abbraccio...e saluti a tutti!!! Complimenti!!!».

Per tutti, anche gli elogi e il plauso di quelli che avrebbero meritato di essere lì a Vancouver a ricevere una medaglia d’oro alla carriera, come Leo Novi, Marco Grandi ed Ennio Gallo, sempre sul pezzo quando si parla di volley “vero”, con valori molto diversi da quelli di oggi.

Passiamo dalla palestra alla spiaggia, perché prima dell’oro indoor due signori che sembrano nati, cresciuti e sempre vissuti sulla sabbia non hanno fatto sconti a chicchessia: loro sono Stefano Recine e Antonio Babini.

Il “Cisco” a Modena ha vinto uno scudetto indoor, da dirigente, e in città è ancora amatissimo, il “Bab”, sempre a Modena è stato prima “odiatissimo”, colpa di un tricolore soffiatoci con la Mapier Bologna nel 1985, per diventare poi protagonista della conquista dello scudetto 1995 con la Daytona. Bene, questi due signori che al “Bagno Obelix”, in Romagna, potrebbero ancor oggi dare lezioni a tanti giovani che “si credono, ma non sono”, a Vancouver hanno dato un saggio di classe eccelsa.

La splendida coppia ha vinto i quattro incontri disputati ) sempre in due set battendo gli statunitensi Macy/Murray 2-0 (24-22, 21-16), i canadesi Braig/Kaufmanis 2-0 (21-10, 21-9), l’altra coppia azzurra Bernardi/Saccà 2-0 (21-15, 21-7) e in finale gli statunitensi Rose/Coburn 2-0 (21-12, 21-14). Pazzeschi davvero, il “Cisco” e il “Bab”

Il primo pensiero di Babini dopo il trionfo? Rendere onore al compagno di mille battaglie.

«Questo ragazzo, Stefano “Cisco” Recine, che gioca con me dal 1987 è stato il mio partner anche in questa avventura. Abbiamo vinto la medaglia d’oro, siamo i campioni. I nostri fisici sono meno forti di un tempo ovviamente, ma abbiamo la stessa passione e voglia di un vincere di 29 anni fa. Sono molto orgoglioso del mio socio».

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Giulio Belletti, mani d’oro e già regista della Panini e della Santal: «Ogni vittoria è sempre la prima! L’importante è che non sia l’ultima! Vincere con un gruppo come il nostro è stato semplicemente fantastico! Adesso me la dormo sereno! Oggi abbiamo fatto una bella cosa».

Fabio Rossi

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