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Il Carpi non cambia rotta, va avanti la Banda Castori

Nonostante i due punti in quattro partite, record negativo per il mister in serie B, la società conferma la fiducia al tecnico. Ma la rotta è da invertire subito

Due punti in quattro partite: al Carpi di mister Fabrizio Castori non era mai successo. Almeno non in Serie B. Nella massima Serie, invece, ci sono stati anche momenti più bui. Il primo, a inizio campionato, costò al tecnico l'esonero. Questa volta non sarà così: stando alle dichiarazioni ufficiose da parte dei vertici societari, mister Castori rimarrà alla guida. Fossimo nel tecnico, non dormiremmo comunque sonni tranquilli, visto che in molti precedenti le scelte di via Marx sono state tutt'altro che lineari. "Il tecnico non è in discussione" aveva proclamato il Carpi subito dopo la sconfitta di Roma il 26 settembre del 2015. L'addio arrivò il giorno successivo. Poi c'è il "Vecchi stai sereno" dell'ex ds Cristiano Giuntoli, che non durò neppure lo spazio di 24 ore. Non meglio andò alla coppia Stefano Tacchini-Gabriele Cioffi nel 2013, confermata alla mattina dal Giuntoli e liquidata alla sera con un blitz del patron Stefano Bonacini. Insomma, quando si parla di Carpi, la sedia di allenatore non è il posto più tranquillo in cui sedersi. Ma questo Castori lo sa, per averlo provato direttamente sulla sua pelle. Per ora si sta alle dichiarazioni informali dei dirigenti biancorossi, da Bonacini al ds Romairone. All'artefice della promozione in Serie A, quindi, il compito di uscire da un momento complicato sotto il profilo mentale e tecnico-tattico. Le aspettative della piazza (e quelle mai confessate ufficialmente da parte della società) sembrano aver schiacciato e impaurito la squadra, che continua a profondere impegno sul campo ma non riesce più a pensare calcio ad alta velocità, privandosi della sua arma principale e diventando prevedibile, scontata e monotona. Servono soluzioni che spezzino questa catena, fino a rimettere in discussione scelte consolidate. Le risorse disponibili, non si scappa, si chiamano Belec, Blanchard, Catellani e Comi. Fino a qui, il loro è stato un campionato da comparse, con alcuni destini perlomeno curiosi, come quello di Belec, titolare in Serie A e poi diventato secondo dopo la retrocessione. Oppure quello di Blanchard: con lui in campo, che fosse dal primo minuto o da subentrante, il Carpi non ha mai perso. E poi c'è Catellani: nelle cinque partite in cui è stato schierato seconda punta nell'undici iniziale, i biancorossi hanno

conquistato undici punti, ben oltre la loro media. Infine Comi, al quale una chance reale deve ancora essere concessa. Anche attraverso le potenzialità inespresse, mister Castori dovrà invertire una curva che, dall'Ascoli in poi, sembra puntare decisamente verso il basso.

Fabio Garagnani

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