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Carpi, la seconda vita di Fabio Concas

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Carpi, la seconda vita di Fabio Concas

I biancorossi gli hanno concesso fiducia dopo due anni di squalifica per doping. "E' stata dura, a mio figlio ho dovuto dire che mi ero fatto male al ginocchio..."

CARPI Per Fabio Concas è iniziata una seconda carriera da calciatore, forse un po’ scontato ma tant’è. Dopo due anni di squalifica per doping, era stato trovato positivo alla cocaina, il centrocampista ligure si è ripreso la sua vecchia professione e soprattutto si è ripreso la maglia del Carpi. Lo stesso Carpi che aveva accompagnato fino ai margini della serie A. Un traguardo, quello, che sembrava alla portata ma che lo Cico non ha mai raggiunto.

IL RITORNO Si diceva di una nuova carriera cominciata ufficialmente all’Arechi di Salerno. Con la prima convocazione, infatti, per Concas è arrivata anche la prima maglia da titolare: «Sinceramente non me lo sarei mai aspettato – le sue parole – mi ero detto che al massimo sarei entrato nel finale di partita. Ed invece poco prima del fischio di inizio, mister Castori mia ha informato che sarei partito dall’inizio. In quel momento non sono nemmeno riuscito a rispondergli, sono rimasto in silenzio. Una volta sceso in campo ho accusato un pizzico di emozione, i primi minuti sono stati complicati. Col passare del tempo, però, mi sono sciolto e tutto è andato nel migliore dei modi. Insomma, una giornata ricca di emozioni. Emozioni che attendevo da due anni».

STOP FORZATO Nessuno sconto per Concas che, trovato positivo, aveva comunque collaborato con gli organi competenti: «Nemmeno una mezz’ora in meno, ma chi ha deciso lo ha fatto in maniera giusta e corretta. Sono stati due anni lunghi, mi sono sembrati quindici…». Durante questa assenza c’è dunque stato il tempo per pensare al futuro calcistico e non solo: «Mi è passato di tutto per la testa, soprattutto quando ho smaltito lo choc iniziale. Ho pensato anche di smettere di giocare a calcio, ma grazie a famiglia, amici e compagni di squadra non ho mollato. Mi sono allenato da solo, ho lavorato e ho avuto pure il tempo di stare con mio figlio. A lui ho detto che ero semplicemente infortunato al ginocchio, non gli ho spiegato tutta la situazione. Praticamente non mi ha mai visto giocare, era piccolo quando sono stato squalificato. Contro il Vicenza sarà allo stadio a guardarmi».

LA SERIE A Quei due anni, poi, hanno impedito a Cico di misurarsi con la serie A: «Quando ho guardato il calendario e ho visto alla prima Sampdoria-Carpi non ci volevo quasi credere. Mi sono detto: “Ecco, una nuova sorpresa…”. Giocare a Genova contro la mia squadra del cuore sarebbe stato bellissimo, non a caso ero allo stadio per vedere la partita. E’ stata una sera particolare, piena di stati d’animo contrastanti. Ero contentissimo per i miei compagni che meritavano quel traguardo e che mi erano sempre vicino, ma pensavo anche cosa mi ero perso». In quel periodo una chiamata del Carpi pareva solamente un miraggio, Concas ha dovuto attendere un po’ prima di riabbracciare il biancorosso: «Non me l’aspettavo soprattutto perché era accaduta una cosa grave e per questo non mi sarei mai immaginato di tornare qui. Poi sono stato contattato dal direttore e ovviamente non ci ho pensato due volte a rispondere sì».

NUOVO SOGNO Un “sì” per il famoso nuovo inizio: «Come dicevo non è stato facile. Allenarsi da solo e poi passare al lavoro duro con il Carpi non è affatto semplice. Dopo il debutto con la Salernitana ho accusato un po’ il colpo e contro il Verona credo si sia visto. Sono felice di aver ritrovato lo stesso spirito e la stessa voglia, dopo la stagione in A non è assolutamente venuta a mancare la fame di questo gruppo. Forse gli avversari ci conoscono di

più, non siamo una sorpresa per intenderci. Questo però non cambia la nostra mentalità, anzi ci sprona a fare meglio». E per farlo il Carpi potrà nuovamente contare sulle giocate e sui gol di Cico: «Il gol… Ci ho pensato tanto durante la squalifica, sarebbe bello segnare ancora al “Cabassi”».

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