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Romairone: «Mbakogu qui a Carpi per riscattarsi»

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Romairone: «Mbakogu qui a Carpi per riscattarsi»

«È tornato per farsi ricordare in maniera positiva. L’addio di Crimi? Ha chiesto di essere ceduto»

CARPI. «E’ stato un mese abbastanza complicato»: queste le parole di Giancarlo Romairone, direttore sportivo del Carpi. Il dirigente biancorosso ieri ha fatto il punto della situazione su un mercato che ha portato diverse novità: «Trattative mirate e ponderate».

MBAKOGU Non ce ne vogliano gli altri, ma il ritorno di Jerry Mbakogu è sicuramente stata l’operazione regina di questa sessione di trattative. O almeno quella che, assieme alla cessione di Kevin Lasagna, ha rapito l’attenzione dei tifosi. La nuova avventura dell’attaccante nigeriano, tra l’altro, ha fatto storcere il naso proprio ad alcuni sostenitori biancorossi: «A mio giudizio – le parole di Romairone - questa è stata una grande operazione. Basta ricordare quanto fatto da Jerry nei campionati di serie B passati. Poi l’epilogo della scorsa stagione ha preso il sopravvento su tutto, ma non bisogna dimenticare il grande contributo che ha dato al Carpi. Quando ci siamo incontrati col giocatore da subito abbiamo intuito quella che era ed è la sua volontà. Jerry ha l’intenzione di rimettersi in gioco e soprattutto vuole che i tifosi si ricordino di lui in maniera positiva. Al campo di allenamento si già è presentato con il giusto atteggiamento».

CRIMI E GLI ALTRI Oltre alle entrate bisogna registrare anche le diverse uscite. L’ultima, a sorpresa o quasi, quella di Marco Crimi: «Non era sul mercato, diciamo che aveva accettato o forse subìto di restare al Carpi provando comunque a fare il massimo con alterne fortune. Poi nelle ultime ore di trattative ci ha comunicato, assieme al suo entourage, la volontà di andare via. Non teniamo nessuno contro voglia, per restare in biancorosso ci vogliano le giuste motivazioni e così abbiamo intavolato e chiuso una buona operazione col Cesena». Anche Andrea Catellani e Leonardo Blanchard, colpi nel mercato estivo, hanno salutato la comitiva: «Bisogna sempre ricordare che Carpi poggia su determinate

basi, insomma il concetto di squadra è in primo piano. Qui si fanno cose particolari e si lavora in modo davvero intenso, non è detto che tutti possano abituarsi. Restano due giocatori forti che non a caso siamo riusciti a “piazzare” in modo relativamente facile».

 

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