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Gaspari: «Ora serve qualcosa in più» 

Liu Jo: «Nella stagione scorsa abbiamo fatto il massimo,  sarebbe bellissimo riuscire a completare l’opera»

Confermato, questa la decisione della famiglia Cerciello: Marco Gaspari guiderà la Liu Jo Nordmeccanica nella stagione 2017/2018.
«E io ringrazio chi ha dimostrato di credere in me, non penso possa esserci un allenatore più felice del sottoscritto in questo momento».
Sedersi ancora sulla panchina bianconera che cosa rappresenta per Lei?
«Una grandissima opportunità di completare il lavoro iniziato quest’anno».
Quante volte ha ripensato in questi giorni alla finale scudetto persa con Novara?
«Dispiace non essere riusciti ad andare oltre quella prima partita vinta, abbiamo avuto alcune buone occasioni, non le abbiamo sfruttate».
La conferma per la prossima stagione significa che la società non ha dimenticato quanto di buono fatto in precedenza.
«Io avevo già lavorato con la famiglia Cerciello a Piacenza e di loro non posso che parlare bene, è gente puntuale in tutto, anche nelle valutazioni».
Che voto darebbe alla stagione della Liu Jo?
«Io parlerei di quattro stagioni... quindi 7,5 ai play off, 7.5 alla Champions League, 7,5 alla Coppa Italia, 5.5 alla regular season».
Secondo Lei dove si sarebbe potuto fare di più?
«Io parlo per quanto mi riguarda e dico che da quando sono arrivato credo che abbiamo dato il massimo, sempre: abbiamo perso due finali, è vero, ma non tutti ci sono arrivati a quelle finali e le ragazze sono state bravissime a conquistarle».
Quanto può avere inciso alla fine essere impegnati su tutti i fronti?
«Ha inciso di sicuro, perché abbiamo giocato un numero incredibile di partite. E vista la situazione di classifica in cui ho ereditato la squadra non potevo permettermi di fare tanto turn over perché altrimenti alle finali non ci saremmo nemmeno arrivati».
Quando è arrivato a Modena era convinto che dopo qualche mese si sarebbe giocato lo scudetto?
«Al mio arrivo no, ma all’inizio dei play off ricordo di averlo detto alle ragazze: per noi il turno più difficile sarà quello con Bergamo. Peccato che dopo gara 1 della finale la squadra si sia scaricata di colpo».
Che organico allestirete per il futuro?
«Quest’anno vorrei avere la possibilità di allenare una squadra costruita anche secondo le mie indicazioni. Come la vorrei? Più forte a muro e solida in ricezione, equilibrata in ogni fondamentale, solo così potremo migliorare la qualità del nostro gioco.».
Barun è il primo regalo della società.
«È stata il nostro acerrimo nemico sportivamente parlando ed ora credo che lavorare insieme possa essere davvero molto positivo».
Diecimila spettatori in due partite, cosa vorrebbe regalare alla gente di Modena?
«Dovremo far sì che chi è venuto a vederci decida di seguirci ancora. Vorrei che la squadra del prossimo anno riuscisse ad emozionare
il pubblico perché il nostro compito è quello di regalare alla gente emozioni e, se possibile, vincere. Il mio piccolo, grande sogno è farlo proprio al PalaPanini, un posto unico al mondo per chi è cresciuto respirando pallavolo in famiglia come il sottoscritto».
Fabio Rossi

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