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Lo strappo di Bucchi: il 3-5-2 per creare il “suo” Sassuolo

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Lo strappo di Bucchi: il 3-5-2 per creare il “suo” Sassuolo

Il nuovo allenatore punta sulla duttilità tattica. Ora il 4-3-3 dell’ex Di Francesco non è più un dogma 

SASSUOLO «Il Sassuolo delle prime giornate è stato un po’ “strano”, per motivi diversi, sia col Genoa che a Torino. Il 3-5-2 forse ci ha dato un po’ più di equilibrio. Siamo riusciti a staccarci da quello che facevamo prima e ad azzerare tutto, facendo in pieno quello che ci ha chiesto l’allenatore». Così Andrea Consigli dopo Atalanta-Sassuolo ha provato a “spiegare” quello che qualcuno, non conoscendo i trascorsi da allenatore di Bucchi, ha definito un atto di coraggio se non un azzardo. Ovvero accantonare il modulo di fabbrica - il 4-3-3 che adottano da anni tutte le squadre neroverdi a qualsiasi livello - e sperimentare il 3-5-2 con scelte di formazione forti, che hanno dirottato in panchina gente come Missiroli, Duncan, Peluso e Politano. La sensazione è che Bucchi abbia voluto tirare una riga, un modo per togliersi di dosso l’ingombrante ombra di Eusebio Di Francesco decidendo di voltare pagina, pronto a scrivere la sua storia a Sassuolo su una pagina bianca. Forse è vero, forse no. Certamente da qui in avanti il 4-3-3 non sarà più un dogma in casa Sassuolo: la parola d’ordine è duttilità tattica, sulla stessa lunghezza d’onda di quanto Bucchi ha fatto a Perugia la scorsa stagione, dove ha utilizzato diversi sistemi di gioco passando dalla difesa a 4 a quella a 3 in base alle caratteristiche dell’avversario. Anche a Sassuolo mister Bucchi chiede ai giocatori duttilità e spirito di adattamento in modo che la squadra possa cambiare pelle senza perdere di vista precisi principi di gioco. Basati su pressing alto, aggressività nel recupero palla e nuovi movimenti come quelli dei centrocampisti, con la continua rotazione dei tre centrali che non danno mai punti di riferimento agli avversari.

Il 4-3-3 sperimentato in estate col Sassuolo ha evidenziato lacune in tutti i reparti, complici la mancata campagna acquisti da parte della società e una deficitaria condizione fisica. Contro Genoa e Torino i neroverdi hanno sofferto senza mai tirare in porta, il 3-5-2 adottato a Bergamo ha invece rivitalizzato il Sassuolo, apparso in crescita anche sotto il profilo atletico. Il nuovo sistema di gioco ha prodotto gioco ed occasioni anche se l’assenza di un bomber di peso continua a penalizzare la squadra. L’attacco a due, più adatto alle sue caratteristiche come dimostrato dalla prolifica esperienza a Crotone, non ha ancora rigenerato Falcinelli, giocatore sul quale la società ha scommesso forte trattenendolo nonostante le richieste e allungandogli il contratto. L’alternativa si chiama Matri: incoraggiante il suo spezzone di gara a Bergamo, è un giocatore che va assolutamente recuperato. Così come quelli (in primis Politano) che rischiano di restare ai margini quando si fa il 3-5-2. D’altronde la società ha impostato il suo mercato “conservativo” ragionando sul 4-3-3. Che da modulo intoccabile si è trasformato in un’opzione.

Lo strappo tattico deciso da

Bucchi ha prodotto una buona prestazione a Bergamo ma nessun punto. Un indizio non fa una prova, dunque le prossime partite saranno importanti per avere conferme sulla bontà e l’efficacia - in termini di punti - della duttilità tattica dell’erede di Di Francesco.(star)
 

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