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Dal Gabon a Castelvetro: Lessa Locko punta in alto

Contri si coccola l’attaccante: «Ragazzo d’oro e vale una categoria superiore» La Correggese esonera Marra: al suo posto Gabriele Graziani, il figlio di Ciccio

Libreville-Castelvetro di Modena, 5000 km in linea d’aria: non è un bizzarro itinerario di un tour operator con parecchio spirito d’iniziativa ma il lungo viaggio che ha dovuto percorrere per arrivare il Emilia Romagna il nome nuovo della squadra del presidente Contri, ovvero l’attaccante Lessa Locko, all’anagrafe Rolphide Edmond Lessa Locko, nato proprio a Libreville (capitale del Gabon) il 20 novembre 1996. Il giovane attaccante centroafricano sta infatti emergendo prepotentemente in questo inizio di stagione, con tre gol segnati nelle prime quattro giornate, sui quattro segnati in totale in campionato dai ragazzi di mister Serpini. Scopriamo quindi un po’ meglio questo attaccante, che gioca indifferentemente prima o seconda punta, molto bravo a svariare su tutto il fronte offensivo puntando sulla sua velocità, ma che ha anche mostrato buona capacità nel gioco spalle alla porta pur non essendo un gigante in altezza. Locko ha una storia ormai molto comune nel 2017 nel nostro Paese, arriva infatti dal Gabon in Italia a marzo dello scorso anno per motivi di studio, ma anche per alimentare la sua grande passione per il pallone, lasciando nel paese natale la famiglia, composta da madre e quattro fratelli. Lo tessera la Massese, con cui Locko fa il suo esordio italiano. Le prime reti arrivano però con un’altra maglia, anch’essa toscana: nella stagione 2016/17 gioca infatti con il Poggibonsi; in un campionato non certo facile per la squadra (che retrocederà) colleziona comunque un bottino di cinque reti in diciassette presenze, una di queste segnate proprio contro il Castelvetro nel recupero della gara giocata in toscana. Proprio da quella partita parte il racconto del presidente Contri: «In quella partita Lessa ci massacrò, segnando e facendo vedere tutte quelle caratteristiche che ci hanno portato a puntare su di lui fin da luglio, quando ha firmato il contratto che lo legherà a noi per molto tempo spero. Un ragazzo serio, esemplare fuori dal campo che è venuto in Italia per giocare a calcio grazie ai suoi
procuratori (i fratelli Macedoni ndr) che per lui sono veramente degli amici per quanto fanno. Su di lui metto la mano sul fuoco: arriverà di sicuro, perché se migliora ancora la tecnica individuale già può valere una categoria superiore».

Andrea Ortolani



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