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Uragano Tony, la furia che ha distrutto il Modena

Modena Calcio

Uragano Tony, la furia che ha distrutto il Modena

L’alleanza Caliendo-Casari ha portato alla devastazione del calcio  cittadino maglia nera in Italia. Non c’è speranza senza un cambio di proprietà 

MODENA Cinque sconfitte ad inizio campionato come il Modena di Apolloni in B nel 2008-2009. Quel Modena si salvò perchè di fronte al disimpegno di Romano Amadei, un altro Romano, al secolo Sghedoni, coadiuvato da Fabrizio Malavasi e Marco Montepietra creò una società-ombra che guidò la squadra alla salvezza di Trieste. Alla festa al Fini, Amadei presenta Sghedoni come suo futuro socio. Lì poteva nascere una grande storia per il Modena Calcio, ma lo stesso mister Kerakoll nell’invitare Roberto Casari al tavolo delle trattative finì per doverlo poi abbandonare. E li cominciarono le disgrazie del Modena. Che potevano essere evitate se Casari successivamente avesse ceduto il club a Stefano Bonacini, ma scaricò mister Gaudì e i soci minori di Ghirlandina Sport e sposò Antonio Caliendo mascherando l’alleanza con la farsa Commini. In quelle tre C era già scritto il destino del club canarino. Il terremoto che colpì la Bassa costringendo Cpl ad uscire e le vicende giudiziarie di Casari hanno lasciato Caliendo da solo anche se qualcuno sostiene che dentro il Modena ci sia ancora qualche legame tra Caliendo e Casari. Supposizione non provabile, ma nemmeno smentibile visto che la proprietà del Modena è finita in Lussemburgo nelle mani di una holding, la Wpc, che fa riferimento a Caliendo ma dietro la quale, in incognito, può esserci chiunque. Le tre C (Commini-Casari-Caliendo) dovevano fare una rivoluzione epocale, insegnare a tutti che col calcio si guadagna e che solo gli incapaci finiscono in digrazia. Commini era una bufala e la tempesta cominciò a montare salendo di grado fino a trasformarsi nell’uragano Tony (Caliendo)-Robby (Casari). Un solo acuto, quando Novellino portò il Modena ai playoff, poi la devastazione, la serie C e oggi la maglia nera in Italia e in città. Non c’è più il Braglia, non c’è più nulla, solo una squadra, a rischio anche di penalizzazione, costruita nelle ultime ore di mercato da un allenatore, Ezio Capuano, che nel campionato precedente aveva compiuto un mezzo miracolo, ma che in quello attuale non riesce a trovare la quadra di una formazione, che non sarebbe da ultimo posto, ma che è in balia degli eventi e non trova un volto. E Caliendo? Non molla, nemmeno di fronte a una disfatta epocale.

Lui non fallisce - dice - ma il Modena è già fallito. Faccia un bel gesto: se il Modena è solo suo, ceda la società senza porre condizioni. Salerno è pronto a sedersi al tavolo per l’ultima volta: colga l’occasione e liberi finalmente il Modena da questa morsa letale.

 

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