Quotidiani locali

Magnanelli tuona: «Sassuolo, basta alibi»

Il capitano: «Ora servono fatti, non chiacchiere. C’è negatività nell’ambiente ma già domenica cambieremo marcia»

“Basta alibi”, “Le responsabilità sono principalmente nostre”, “Servono fatti, non chiacchiere” e ancora: “Un po’ di sana paura può farci bene”. Parole e musica del capitano, in una conferenza stampa in cui spazia dall’addio al sogno azzurro (“Non ci penso più ormai”) al suo futuro: “Penso di poter giocare altri tre-quattro anni ad alti livelli. Ora non sarei pronto a fare l’allenatore ma la sfida di gestire un gruppo sarebbe molto bella da affrontare”.

Ma a Francesco Magnanelli importa soprattutto il presente, uno dei momenti più delicati della sua lunga militanza in neroverde. E, come sempre in queste circostanze, il capitano ci mette la faccia.

Magnanelli, si aspettava un avvio di campionato così?

«Onestamente no. Forse ci siamo adagiati un po’ troppo e abbiamo tirato fuori troppi alibi. Prima il calciomercato, poi l’aver affrontato squadre difficili o gli eurogol dei nostri avversari: ma se abbiamo 4 punti le responsabilità sono principalmente nostre. Sono convinto però che verremo fuori da questa situazione già da domenica».

Tra gli alibi c’è anche un nuovo modulo da assimilare?

«Siamo venuti fuori da un periodo lungo nel quale anche nelle difficoltà ci aggrappavamo ad un determinato stile di gioco che ci dava delle certezze. Ma la differenza, più che i moduli, la fanno gli atteggiamenti, la voglia di correre e sacrificarsi, non il modulo. Nelle ultime gare abbiamo costruito meno e finalizzato meno e quando la partita è in bilico non abbiamo la forza di portarla a casa con rabbia».

A Roma contro la Lazio cosa è successo?

«Sicuramente siamo mancati noi, tre gol in un quarto d’ora sono pesanti ma penso che questi episodi facciano parte di un percorso di crescita. Una scoppola del genere ci può fare aprire gli occhi. Questo è un anno molto complicato: dovremo lavorare più che in passato».

La classifica vi spaventa?

«Io spero che ci sia un po’ di sana paura, può aiutare a fare meglio. La cosa peggiore sarebbe pensare “Tanto tre squadre peggio di noi le troviamo”. Io sono preoccupato per la classifica ma resto sereno, perché la squadra lavora bene e il gruppo è compatto».

Vi aspettavate più sostegno dalla piazza, storicamente freddina?

«Dispiace vedere un po’ di negatività attorno alla squadra e all’ambiente. Abbiamo fatto risultati incredibili e questo ci fa dimenticare le reali potenzialità del Sassuolo. In questo momento bisogna guardare in faccia la realtà: dobbiamo lottare per raggiungere la salvezza il prima possibile. Tutti devono provare a dare una mano alla squadra e in questi momento non tutti lo stanno facendo. Sabato ci ha fatto piacere avere quei tifosi al campo e li ringrazio: quella è la strada giusta. La squadra ne ha bisogno, se lo merita per quello che ha fatto».

Ora c’è il Chievo, che inaugura un crocevia importante per voi.

«Bisogna ripartire e farlo al meglio da domenica. Fino alla sosta di novembre, abbiamo cinque partite, in particolari i tre scontri diretti, in cui si può fare
la differenza. Il Chievo è una squadra tosta, ci ha sempre fatto soffrire, ha organizzazione e qualità. È difficile da affrontare, per tutti, anche per la Juve. Per noi però domenica inizia un altro campionato e vogliamo uscire da questa situazione con i fatti, non con le chiacchiere».

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista