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Il Sassuolo non svolta ma mister Bucchi resiste

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Il Sassuolo non svolta ma mister Bucchi resiste

Solo 0-0 col Chievo e terz’ultimo posto. Carnevali: «Il tecnico non si discute». Ma Squinzi è sconcertato

REGGIO. Come leggere questo 0-0? Un piccolo punto di ripartenza o il prolungamento dell’agonia? Comunque la si pensi c’è da preoccuparsi. Il Sassuolo non è ancora una squadra e il brodino con il Chievo è buono solo per muovere la classifica. Neroverdi tristemente terz’ultimi (col rischio di essere sorpassati anche dal Verona), senza un’identità e un gioco latitante. Ma, rispetto agli altri scontri diretti casalinghi con Genoa e Bologna, almeno si sono create occasioni. Ancora troppo poco per una squadra che nelle intenzioni doveva essere arrabbiata, intensa e concreta. Berardi, per quanto generosa sia stata la sua prestazione, si è divorato la palla gol più nitida costruita dal Sassuolo tirando addosso a Sorrentino. Per il resto una tristezza, alla quale ha contribuito il Chievo - squadra tradizionalmente difficile da affrontare - a cui lo 0-0 sta benissimo.

«BUCCHI NON SI DISCUTE»

La panchina di Bucchi scotta o è ancora salda? Carnevali ci toglie tutti i dubbi: “Il tecnico non è mai stato messo in discussione, dunque non si può nemmeno parlare di riconferma”. Ok, ma i numeri sono sconfortanti: 5 punti in 8 partite, una sola vittoria e appena 4 gol segnati. Anche il ritorno al 4-3-3 ha prodotto pochi effetti: troppi giocatori sotto il loro potenziale standard di rendimento. Il vero Missiroli è durato 45 minuti, Duncan fa confusione mentre Magnanelli talvolta pecca di lucidità incassando l’ennesima sostituzione. E poi Matri, mal servito quanto indolente, Politano che si accende ad intermittenza e Peluso e Gazzola a fare il compitino sugli esterni senza spingere. Berardi pur sbattendosi è ancora lontano parente dell’attaccante in grado di determinare le partite da solo. Ingiusto pretendere che sia lui a risolvere i guai del Sassuolo, ma da un giocatore del suo livello è lecito attendersi di più. Unici all’altezza della situazione Acerbi, Cannavaro e Consigli, che nel finale ha evitato la beffa.

CLASSIFICA DA BRIVIDI

Il quadro complessivo è preoccupante per una squadra che, negli intendimenti improvvidamente sbandierati in estate dalla proprietà, doveva stare a ridosso della zona Europa. In realtà questo gruppo vale la salvezza e per conquistarla deve darsi una svegliata. Continuando a pensare che tre più scarse si troveranno, il Sassuolo finirà per impantanarsi. Finisse oggi il campionato i neroverdi sarebbero retrocessi: il tempo per risalire c’è, ma d’ora in poi tutti dovranno mettersi in testa che la vera Europa è la salvezza. Il resto sono svolazzi di fantasia. E Bucchi? Sicuramente è in confusione, mai si sarebbe immaginato un inizio così traumatico e complicato. Il problema è che, tranne qualche eccezione in trasferta (Bergamo, Cagliari e il primo tempo con la Lazio all’Olimpico), il suo Sassuolo non ha mai convinto. Gli riconosciamo il fatto che tra le mani si ritrova una squadra indebolita dalle ultime due inesistenti sessioni di mercato, ma questo non potrà essere l’eterno alibi per giustificare l’assenza di risultati. Qui passano le giornate e i neroverdi sprofondano. Spal, Crotone, Genoa, Cagliari e Udinese restano a tiro e per tirarsi fuori dai guai serve un’inversione di rotta.

SQUINZI SCONFORTATO

Carnevali difende a spada tratta Bucchi, ma nel contempo la società si sta guardando intorno semmai la situazione dovesse precipitare. Ieri al Mapei Stadium c’erano diversi allenatori a “gufare”. L’unico smanioso di farsi notare è stato Andrea Mandorlini, ex assai poco rimpianto in casa neroverde, ma le chance di un ritorno sono pari allo zero. Dal canto suo Squinzi è molto deluso, bastava vedere la faccia del patron al triplice fischio. Si starà chiedendo perché ha speso così tanti soldi a rinnovare ricchi contratti pluriennali per ritrovarsi in fondo alla classifica. Non il massimo per uno che fa dell’immagine uno dei punti di forza, essendo il Sassuolo inquadrato come ramo d’azienda della Mapei. Nonostante lo scoramento del grande capo, Bucchi

ha incassato la fiducia di Carnevali e questo (per ora) gli basta per preparare gli scontri diretti con Spal e Udinese. “Io vedo una squadra viva che mi segue e crea occasioni - ha ribadito Bucchi. E la classifica è brutta ma bugiarda”. Speriamo abbia ragione lui.

 

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