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Carpi, primo non prenderle

Missione compiuta: biancorossi in sofferenza, ma imbattuti grazie a un palo e a Colombi

VERCELLI. E’ destino che le sfide del Piola finiscano sempre nello stesso modo. Non si sottrae alla regola neppure l’edizione 2017-18: un punto a testa, nessun gol e spettacolo neanche a parlarne. Chi recrimina, per un palo e alcune buone occasioni sventate da Colombi, sono solo i padroni di casa, ma per il Carpi è un punto d’oro, conquistato col piglio di chi cerca la salvezza su ogni campo. Lo spirito giusto anche per affrontare la situazione di estrema emergenza, tra infortunati e acciaccati, che ha fatto passare in secondo piano la scarsità di proposta offensiva. A parte un guizzo di Mbakogu, il Carpi non si è infatti mai visto dalle parti di Marcone.

EMERGENZA BIANCOROSSA

E’ la sesta sfida di sempre tra i due colori. Gli ultimi – e unici gol – risalgono al primo incrocio, 39 anni fa. Il Carpi si presenta all’appuntamento incerottato, privo di sei giocatori: ai box, oltre ai due infortunati di lungo corso, Bittante e Prezioso, ci sono Concas, Mbaye, Giorico e Pasciuti. Stanno malino pure Carletti e Mbakogu. Il nigeriano stringe i denti ed è in campo, supportato dal figliol prodigo Manconi. La novità di giornata è sulla fascia sinistra, dove gioca Vitturini per permettere a Jelenic di confermarsi interno di centrocampo. Sabbione è ancora in mediana, dove è incaricato di alzare una diga. Qualche cerotto c’è anche sulle maglie bianche: il tecnico Grassadonia recupera Vives in mediana ma deve ripensare la difesa, decimata dal fresco infortunio a Bergamelli e dal prolungarsi del recupero di Jidayi. Davanti, complice il ko di Rovini, parte subito l’ex Bifulco, ristabilitosi a tempo di record da un problema alla caviglia.

45 MINUTI DI NOIA

I padroni di casa cercano subito di prendere in mano la partita: conducono il gioco tenendo spesso palla e impedendo la manovra avversaria con un pressing alto e continuo sul portatore di alla. La linea Maginot eretta da Poli e compagni regge però all’urto, senza soffrire neppure sulle temute parabole dello specialista Mammarella sulle palle da fermo. Di produrre gioco però non se ne parla. Del primo tempo si potrebbe fare un pacchettino di pochi secondi per metterci dentro la conclusione da trenta metri di Konate e quella da posizione impossibile di Firenze. Già, perché se in questo primo tempo c’è poco Carpi, non si può dire che ci sia una strabordante Pro Vercelli, che riesce sì ad arrivare agevolmente nella metà campo altrui, ma poi trova ogni varco chiuso e si affida a cross dalla trequarti molto leggibili per la retroguardia biancorossa. Così c’è tempo anche per un paio di proteste ospiti. La prima su un colpo proibito di Vives,che allarga intenzionalmente il braccio colpendo Saber con una (fiacca) gomitata sul petto proprio davanti alla panchina carpigiana. L’arbitro non interviene sui giocatori ma spedisce negli spogliatoi Enrico Bortolas, collaboratore tecnico di Calabro. La seconda quando Brosco esce da una trattenuta in area con la maglietta completamente strappata. Ancora spallucce del signor Abbattista mentre dalla panchina si ripara il tessuto con il nastro adesivo e Verna si alza per sostituire Saber e restituire maggior equilibrio.

ASSALTO BIANCO

La prima mezzora del secondo tempo è un lungo ed incessante monologo della Pro Vercelli, intramezzato solo da qualche boccata d’ossigeno che il Carpi si conquista con fatica. Sul taccuino ci sono un palo esterno di Firenze, sfuggito a Brosco sulla verticalizzazione di Vives, e almeno tre interventi risolutori di Colombi: sulla deviazione sotto porta di Mbakogu, che rischia l’autogol, sul destro di Konate da distanza ravvicinata e sull’esterno di Bifulco. Il Carpi? Un colpo di testa di Ligi alto almeno un paio di metri, un contropiede orchestrato da Nzola e un piatto di Mbakogu a lato di poco. Non è proprio giornata per arrivare nell’altra area, ma i biancorossi ci mettono grinta e voglia di portare a casa il risultato, continuando a pressare e a rubare palla fino a rendere impossibile la manovra della Pro. La squadra di Grassadonia,
infatti, si sgonfia piano piano e nel finale subisce la manovra del Carpi, sempre troppo impreciso. Il punto mantiene la squadra di Calabro vicina ai piani alti, sullo stesso gradino del Palermo, prossimo avversario nel turno infrasettimanale di martedì.

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