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L’Airone vola al Cabassi, il Carpi lo riporta a terra

Brescia avanti con Caracciolo all’8’, immediata la replica di Verna per il pari 

CARPI. Il Carpi conquista un punto che sa di pericolo scampato e si garantisce la continuità di risultato tanto invocata da mister Calabro. I biancorossi non perdono da tre giornate, e anche contro il Brescia hanno dimostrato di saper reagire alle difficoltà recuperando col gol di Verna l’iniziale svantaggio, firmato dal solito Airone Caracciolo. Un tale che, a 36 anni, è a segno in da quattro partite consecutive e dimostra di poter ancora insegnare a tanti il mestiere di attaccante. Per il Carpi va bene così, anche perché il secondo tempo è stato un monologo della squadra di Marino, spesso sterile, ma pure sfortunato in occasione del palo interno colto da – indovinate chi? - Caracciolo.

CHI VINCE NON SI CAMBIA

Per trovare continuità di risultato, mister Calabro si affida agli stessi undici della precedente sfida contro l’Ascoli. A partire dalla coppia Nzola-Malcore in attacco, passando per Saric e Poli sulle corsie laterali. All’abbraccio collettivo prima del fischio iniziale, ormai di rito, mancano Mbakogu, Sabbione, Concas e Jelenic, oltre ai soliti Bittante e Prezioso.

Il Brescia arriva a Carpi seguito dall’affetto di tantissimi tifosi: quasi 700 tra curva e un piccolo spicchio di distinti. Un oceano che spera di rompere un tabù, perché il Carpi è l’unica squadra con cui le Rondinelle non hanno mai vinto in Serie B.

E non porta bene neppure a Marino, che ci ha perso la panchina del Frosinone in un recentissimo confronto play-off .

Il tecnico, subentrato da cinque giornate, si affida al 3-4-2-1 e a Longhi sull’esterno, con Furlan avanzato a fianco di Machin alle spalle di Caracciolo. Ancora rimandata la prima da titolare per Torregrossa.

PRONTI VIA: UNO DUE

I primi minuti della partita scorrono sul filo dell’equilibrio, anche se la manovra del Brescia sembra più fluida rispetto a quella dei padroni di casa. Il sistema di gioco di Marino assume forme diverse a seconda delle circostanze: è un 5-4-1 quando difende, ma appena in possesso palla si apre a ventaglio arrivando spesso a proporre una linea avanzata con cinque giocatori in linea in attesa di ricevere palla da Martinelli, che si abbassa a prender palla davanti alla difesa. Da questa densità in trequarti arrivano i primi pericoli, con una verticalizzazione di Machin per Bisoli che elude Ligi e conclude centralmente. Una matrice tattica che non serve però a trovare il vantaggio, che si concretizza invece con un rapido contropiede, su cui la difesa biancorossa si fa trovare scoperta quel tanto che basta perché Caracciolo, appostato sul secondo palo, arpioni in tuffo di testa il delizioso assist di Machin. Basta poco, a Poli e compagni, per ristabilire l’equilibrio: quattro giri di lancetta, prima che una bella azione corale crei le condizioni per la battuta di Verna dal limite dell’area. La palla rimbalza davanti a Minelli e scavalca le braccia protese in tuffo. Di nuovo in parità, il Carpi continua a soffrire la pressione in trequarti sia a destra, dove Furlan fa sudare Belloni e Pachonik che a sinistra, di fronte a un ispirato Machin. Un gol annullato a Gastaldello, un colpo di testa a lato di Malcore e una botta di Furlan a fil di palo chiudono il taccuino prima dell’intervallo.

MONOLOGO BRESCIA

Il Carpi vuole subito aumentare la pressione sui portatori di palla avversari. Verna è incaricato di arrivare dove non riescono Nzola e Malcore, ma col passare dei minuti la forza del centrocampo bresciano diventa soverchiante e costringe il Carpi ad arretrare il baricentro e a rannicchiarsi nella sua metà campo. La prima mezzora del secondo tempo è un vero e proprio un assalto all’arma bianca dei ragazzi di Marino, che però non riescono mai a mettere un attaccante in condizioni di tirare. Al 21’ sembra quasi fatta, ma Ligi riesce ad arrivare con la punta del piede per togliere il pallone dalla battuta di Caracciolo a pochi centimetri dalla porta. Al 24’ ancora l’Airone vicino al raddoppio, questa volta con una sassata dai 25 metri su punizione che Colombi può solo guardare cogliere il palo. C’è sempre Ligi a sbrogliare. Nemmeno l’ingresso di Pasciuti sembra cambiare l’equilibrio perché né Malcore né Nzola riescono a tener palla per dar respiro ai compagni. Un po’ meglio Manconi, che entra bene in partita.
In panchina si sgola, Calabro, per chiedere ai suoi ragazzi di giocare in avanti, evitando fraseggi in orizzontale, ma di pericoli dalle parti di Minelli neanche a parlarne. Negli ultimi spiccioli di partita prevale la volontà di non farsi male.E il pari va bene ad entrambe.



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