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La scuola calcio è salva, il vivaio resta nel limbo

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La scuola calcio è salva, il vivaio resta nel limbo

L’Academy diventa ASD Modena 1912 con sponsor Sau e presidente Massimiliano Pizzi. Settore giovanile fermo, situazione ad alto rischio

La location è la solita, il Forum Monzani; la sala, tutto sommato, gremita come in ognuno dei dicembre precedenti. Solo che quella andata in scena ieri sera non è la festa del Modena, o meglio del Modena a cui si era abituati: una prima squadra, di Serie B o C, che si prendeva quasi tutta la scena. E’ stata invece la festa di un “altro” Modena: quello del vivaio, dei bambini, ragazzi e giovani che un tempo facevano da contorno e che stavolta sono invece stati gli unici protagonisti. Non tutti, peraltro, con lo stesso spirito, e non solo per una questione di età differenti. Certo, quando la serata si è avviata con la proiezione di immagini dell’ultimo Modena sportivamente glorioso, quello del “Diablo” Granoche che giocò i playoff di B, i più piccoli nelle prime file hanno esultato ad ogni gol quasi fossero allo stadio. Ma la Academy di Fabio Dall’Omo, le frotte di canarini in erba dall’annata 2008 sino al 2013 hanno avuto anche un altro motivo di esultare, e con loro i loro istruttori: la conferma, annunciata dall’assessore allo sport Giulio Guerzoni, che la loro attività continuerà sino a fine stagione, e probabilmente non solo. Dall’Omo ha ufficializzato infatti ai presenti, tra cui ovviamente tantissimi genitori, la nascita di una neonata società denominata Scuola Calcio A.S.D. Modena 1912, presieduta da Massimiliano Pizzi salito sul palco insieme a tutti i soci, appositamente costituita per portare avanti nel tempo l’attività dei più piccoli, con la Sau come sponsor ufficiale. Una bella notizia, di quelle di cui ciò che rimane del Modena ha grande bisogno, ma che era nell’aria. L’ annuncio “forte” lo si sperava in realtà soprattutto per il settore giovanile, ma la fumata, per ora, sembra ancora nera. L’imprevisto (reale, per carità) che ha costretto il suo responsabile Maurizio Bratomi ad abbandonare la serata prima di salire sul palco sa di cattivo auspicio come il volteggio dei corvi in cielo per gli antichi Romani. L’assessore Guerzoni ha provato a tenere la corda tesa con un discorso appassionato come raramente gli è tipico: “Ho appena terminato – ha detto – un incontro con Claudio Trenti (il curatore fallimentare nds). Oggi (ieri) abbiamo inviato una lettera alla Figc in cui chiediamo l’ok per lavorare al fine di salvare il settore giovanile. Credo che ce lo debbano, dopo quanto successo sinora. Trenti è anche un grande tifoso, sta facendo incontri e smuovendo le acque per risolvere questa situazione”. Eppur qualcosa si muove, insomma, ma i volti seri e tirati dei tecnici chiamati al microfono, da Marino D’Aloisio dei 2006 all’applauditissimo Mauro Mayer degli Allievi 2002 (scioltosi solo al ricordo dei fasti della Longobarda) al mister della Berretti Roby Malverti che vedrà domani il secondo rinvio di un suo match concesso dalla Lega (“potenzialmente – ha detto – siamo primi in classifica, speriamo ci venga data possibilità
di confermarlo sul campo”) tradivano preoccupazione. E anche l’imbarazzo ben espressso dalle parole di D’Aloisio, difensore gialloblù in B ai tempi di Mascalaito e Frosio: “Dire ai miei ragazzi che da un giorno all’altro devono rimanere a casa sarebbe dura”. Come dargli torto…

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