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Addio a Gianni Barberini, una bandiera del Modena

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Addio a Gianni Barberini, una bandiera del Modena

Magazziniere, poi massaggiatore e impareggiabile uomo spogliatoio ha trascorso mezzo secolo nel club canarino. Domani l’ultimo saluto 

MODENA Se n’è andato per sempre ieri mattina, a 73 anni all’Ospedale di Baggiovara, solo pochi giorni dopo il suo amato Modena.

La morte di Gianni Barberini, storico massaggiatore della squadra gialloblù, non può non essere idealmente collegata a quella del club per il quale ha lavorato per quasi mezzo secolo. Il verbo lavorare in questo caso è però assai riduttivo. Non ce ne vogliano gli amatissimi familiari, la moglie Fernanda, la figlia Laura col marito Paolo Stano, e i nipotini Federico e Francesco, ai quali vanno le nostre condoglianze, ma Gianni con il Modena ha vissuto quasi in simbiosi.

Beninteso, con il Modena che c’era prima dell’arrivo di “Attila” Caliendo, colui che ha messo a ferro e fuoco il club gialloblù. E purtroppo questa volta neppure San Geminiano è riuscito a salvare questo pezzo della nostra città, la squadra di calcio, facendo calare la nebbia come sedici secoli fa, quando la nascose al Re degli Unni. Tuttavia ci piace pensare che, se fosse stato possibile, Gianni avrebbe fatto di tutto per salvare il suo Modena. Si diceva che il verbo lavorare è riduttivo per esprimere il rapporto che aveva con i colori gialloblù, innanzitutto perché Barberini quando ha cominciato a fare il massaggiatore per il Modena, un lavoro, lo aveva già. Era magazziniere alla Fiat Trattori, ma quando Walter Gasperini, storico segretario tuttofare del club, lo chiamò come magazziniere poi per affidargli i muscoli del settore giovanile, per Gianni quella divenne la chiamata della vita, almeno in campo professionale.

Quando ebbe tra le mani il diploma di massaggiatore, non ebbe alcun dubbio a lasciare il lavoro sicuro alla Fiat per uno più incerto. Entrò nel Modena nel 1963 come magazziniere, ma, acquisito il patentino, cominciò ad occuparsi dei ragazzi del settore giovanile, mentre la prima squadra era affidata a Giampaolo Franchi e Alfonso Galli. Tra l’altro, fino a pochi anni fa, nella storia del Modena tutti i massaggiatori si contavano sulle dita di una sola mano: dal 1912 fino al 1960 il mitico Anteo Tirabassi, poi Franchi, quindi Galli e Gianni Barberini, prima con le giovanili, poi dagli Anni Settanta con la prima squadra. Insomma, massaggiare i muscoli dei gialloblù sembra che sia stata quasi una vocazione e una missione più che un lavoro. Una delle soddisfazioni più grandi di Gianni, al quale brillavano gli occhi tutte le volte che la ricordava, sarebbe rimasto il titolo nazionale assoluto conquistato della squadra De Martino nella stagione 1969/’70. Tra i successi della prima squadra Barberini era rimasto molto legato alle promozioni ottenute dalle squadre di Mascalaito e Ulivieri, oltre ovviamente al doppio salto, dalla C alla A, della Longobarda. Un po’ scherzando, ma non tanto, abbiamo parlato di vocazione e missione: Gianni infatti non era solo un bravo massaggiatore, ma, grazie al suo carattere generoso e simpatico e alla sua disponibilità umana, si prestava a risolvere anche problemi che non sarebbero stati di sua competenza, come commissioni varie e sostegno pratico e psicologico ai giocatori. Non risparmiandosi neppure nell’assistenza professionale dei loro familiari, Uomo di sicura fede religiosa, Gianni prestava opera di volontariato anche per la Curia, specialmente in occasione di cerimonie e funzioni. Non pochi anche i Vescovi di Modena che si sono messi nelle sue mani per risolvere problemi

muscolari e affini. Barberini era uscito dal Modena dopo che aveva lasciato Amadei. Quello dopo, diceva, non era più il suo Modena.

Nella Chiesa di San Giovanni Bosco stasera alle 18,15 la recita del Rosario e domani alle ore 10 le esequie.


 

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