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Acerbi: «Vita sana  e testa giusta sono i miei segreti»

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Acerbi: «Vita sana e testa giusta sono i miei segreti»

«Prima della malattia pensavo di essere invincibile, ora non ho più rimpianti e cerco di dare sempre il massimo»

Cento partite ufficiali, tutte giocate dal primo all’ultimo minuto. Campionato, Coppa Italia, Europa League... nessuna gara esclusa. Francesco Acerbi è sulla bocca di tutti in questi giorni per un record che, oggettivamente, ha dell’incredibile. Nemmeno un cartellino rosso, di più nemmeno una squalifica per somma di cartellini gialli nelle ultime due stagioni e passa che per un difensore centrale è davvero clamoroso. E, da domenica, anche l’idea di Beppe Iachini di far calciare a lui i rigori (dato che gli altri, numeri alla mano, li stanno sbagliando un po’ tutti...). Il tutto dopo essere passato dagli ospedali e dall’incubo di un tumore e della successiva ricaduta che, è evidente, lo ha reso più forte. Ieri Acerbi ha parlato ai microfoni di Sky Sport, ecco un estratto delle sue parole.

CENTO E LODE “Come si raggiunge un simile traguardo? Cerco sempre di stare attento a quello che faccio, soprattutto ai falli al limite dell'area. Provo a non dare vantaggi agli avversari e a giocare con la massima concentrazione per tutti i 90'. In questi anni abbiamo raggiunto grandi traguardi e siamo sempre cresciuti insieme, di squadra”.

TESTA SULLA SALVEZZA "Questo campionato è complicato per noi. Faccio un in bocca al lupo a Bucchi che è un uomo eccezionale, ma ci voleva un cambio di tendenza, una scintilla. Con Iachini abbiamo cominciato a capire che dovevamo pensare alla salvezza, mentre all'inizio non pensavamo di poterci trovare in questa situazione. Dobbiamo lottare per evitare la retrocessione in serie B, dobbiamo assumere la mentalità giusta e Iachini ci sta aiutando molto in questo senso”.

SEMPRE AL MASSIMO "La nostra è una professione che dura pochi anni, è necessario fare una vita sanissima (e questo l’ho capito col tempo) e avere sia fisico che una testa molto concentrata sempre. Serve fare una vita sana e avere obiettivi alti, puntare sempre al massimo. Prima della malattia avevo la sensazione di essere invincibile, ero un po' superficiale. Quando sono arrivato al Milan mi sentivo al top ma non era così. Dopo la malattia ho capito che non devo avere rimpianti e che devo sempre dare il massimo. Sono i piccoli dettagli a fare la differenza. Pensate proprio al Milan di oggi: non è certo una questione tecnica la situazione che si è creata, è sempre la testa a comandare su tutto".

CANNAVARO, UN GRANDE "Se dovesse andar via sicuramente mi mancherà. Gliel'ho detto di persona, è un ottimo giocatore e un grande uomo, nello spogliatoio mancherà tanto a tutti. Merita tutto il meglio”.

NESSUN ALIBI "Ho sempre cercato di non avere alibi e di lavorare sulla mia testa. Grazie all'aiuto di uno psicologo cerco di migliorarmi come uomo, solo così posso migliorare come calciatore. Cerco di
dare il massimo anche quando ho dei dubbi come sul mio restare a Sassuolo piuttosto che andare via, ma non devo mai avere un rimpianto. Ci sono stati momenti in cui sono stato titubante, ma non bisogna mai mollare o deprimersi. Questa è la mia forza".


Paolo Seghedoni

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