Quotidiani locali

Vai alla pagina su Modena calcio
Bergodi: «Andai via perchè non c’era più un vero progetto»

Modena Calcio

Bergodi: «Andai via perchè non c’era più un vero progetto»

«Nulla contro Caliendo che con me si è comportato bene  Ero perplesso, ma non avrei mai immaginato una fine così»

«Quando me ne sono andato il discorso era principalmente di carattere tecnico, sembrava evidente che ci fosse un budget più limitato rispetto a quello prospettato ma mai mi sarei aspettato che il Modena potesse essere radiato dal campionato e portato al fallimento dopo un anno». Chi parla è Cristiano Bergodi, il tecnico di Bracciano che forse per primo aveva intuito le difficoltà di Antonio Caliendo dopo la retrocessione in serie C. Retrocessione che aveva sfortunatamente vissuto in prima persona, da allenatore di una squadra incapace di risollevarsi sotto la sua cura, ma che sarebbe stato pronto a provare a riscattare progettando un campionato di alto livello per tornare immediatamente in B. Così non è stato. Dopo più di un mese di incertezza, Bergodi e colui che avrebbe dovuto costruirgli una squadra competitiva, il ds Guglielmo Acri da poco annunciato per rimpiazzare Massimo Taibi, scelsero di tornare sui loro passi e di lasciare Caliendo al suo destino. Senza però immaginare cosa sarebbe potuto accadere: «Subito dopo la retrocessione a Novara – ricorda – Caliendo mi disse di aver già un programma per cercare di tornare immediatamente in B. Io mi fidai ed aspettai, per il bene che voglio al Modena e ai modenesi, perché quella retrocessione mi aveva lasciato un grande sconforto e perché comunque con Antonio il rapporto era stato sempre buono. Dopo una quarantina di giorni, consultandomi anche con Guglielmo Acri che nel frattempo era stato scelto per fare mercato, ho capito che purtroppo quel progetto non c’era o quantomeno non era chiaro. Per me sarebbe stato sufficiente allestire una squadra che potesse almeno lottare e giocarsela, ma nelle ripetute riunioni fatte in sede non emergeva questa certezza soprattutto a livello di budget. Così ho scelto di non restare a Modena, ma sarei un bugiardo se dicessi che in quel momento mi sfiorasse anche solo l’idea che dopo un anno la società sarebbe sparita». Bergodi, che i tifosi hanno apprezzato anche per quella sua umanità ben esemplificata dalla sua presenza al recente funerale di Roberta Bellei, come tutti non può che augurarsi per il Modena un’immediata ripartenza: «Ho provato un enorme dispiace per quanto accaduto, Modena è una piazza che sento mia e che porto nel cuore insieme a Pescara e Lazio. Bisogna rimboccarsi le maniche e sperare di trovare subito un progetto vincente per tornare nel professionismo». Il mister di Bracciano conosce bene due potenziali interessati, quei Gianlauro Morselli e Paolo Galassini che con la Rosselli Mutina hanno già traslocato al Braglia: «Persone ottime, come gli altri vecchi soci che ebbi il piacere di trovare in società tra il 2010 e il 2012,
e con le quali ho avuto un rapporto eccezionale, perché al Modena volevano bene. Che siano loro o altri imprenditori, l’importante è trovare la soluzione migliore per far risorgere un club che nei dilettanti dovrà essere solo e forzatamente di passaggio».

Marco Costanzini

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PERCORSI

Guida al fumetto: da Dylan Dog a Diabolik