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I primi sette anni da presidente, Caliumi si racconta

Serie B. «Ricostruire dopo il miracolo non era facile, meritiamo un 8 in pagella. E 28 punti sono tanta roba» 

A fine stagione Claudio Caliumi taglierà il nastro dei 2.500 giorni: un settennato da presidente del Carpi. Il patron Stefano Bonacini lo aveva incoronato in una tarda sera del giugno 2011. Oggi, è il secondo presidente più longevo di sempre alle spalle del solo Gianpietro Bonaretti, che resse le redini per 11 stagioni a cavallo tra anni Sessanta e Settanta. Con lui ripercorriamo per tappe l’anno che si sta chiudendo, non prima che lo stesso presidente dia un voto al 2017 biancorosso: «Otto, perché per come siamo partiti a gennaio, la finale a Benevento è stato già un ottimo risultato. E poi per i frutti del cambiamento di questa estate, che hanno portato ad una bellissima classifica».

JERRY

Il 2017 inizia col ritorno di Mbakogu. Chiuso l’esilio ai confini con la Siberia, il nigeriano si riprende un ruolo da protagonista: «Per noi è un giocatore importantissimo, un trascinatore. E’rientrato con la voglia di farsi perdonare i due rigori sbagliati in Serie A contro la Lazio. Credo ci sia riuscito. Da noi ha sempre dato il massimo e in questa stagione abbiamo il riscontro, perché è partito bene e ora sta facendo benissimo».

BENEVENTO

La terza finale play-off del suo mandato, dopo Pro Vercelli e Lecce: «Prima della gara di ritorno ero tranquillo perché sapevo che i ragazzi avrebbero dato più di quello che potevano. Quella squadra ci aveva portato a conquistare tanti risultati proprio perché dentro di sé trovava sempre qualcosa in più da dare. Speravo nel miracolo, ma sapevo che era difficilissimo perché dopo la rincorsa in campionato e i primi turni di play-off avevamo speso tante energie mentali».

GI ADDII

La stagione si chiude con il saluto di mister Fabrizio Castori e di tanti giocatori che hanno segnato un’epoca del calcio carpigiano: «C’è stato il dispiacere per la separazione da questi ragazzi, ma alcuni erano a fine contratto e volevano andare altrove. Da un lato siamo stati un po’ costretti, dall’altro sapevamo che quello era il bene della società. Con quelle vendite ci siamo assicurati la continuità per due o tre anni, nei quali tenteremo di mantenere la B».

UTILE RECORD

Per la società di via Marx, il Bilancio 2016-17 si è chiuso con tre milioni di euro di utile. Il secondo segno più consecutivo: «Ci sono poche squadre con bilanci come il nostro, e di questo siamo contenti. Una realtà come la nostra, con pochi tifosi e pochi sponsor, è obbligata a costruire le squadre con un occhio attento al bilancio e cercando di realizzare plusvalenze».

IL CARPI 2.0

Il regalo sotto l’albero è di quasi inaspettato: 28 punti e ancora una partita da giocare. «Se andrà benissimo arriveremo a un solo punto in meno della scorsa stagione, ma è già un buon risultato. Sinceramente siamo oltre alle attese. A inizio stagione mi sarei accontentato di 25 perché sapevo che con alti e bassi era difficilissimo. I ragazzi pian piano stanno prendendo il ritmo della B».

SOGLIANO

Con il Bari di Sean Sogliano si chiude quasi un cerchio. Il Carpi di oggi parla la stessa lingua di quello rinato dalle ceneri di quel periodo. Che pure è servito: «Tantissimo, perché abbiamo capito che giocatori importanti e di nome non possiamo prenderli. Sono fuori dalla nostra portata e in una realtà come la nostra sono in difficoltà. Dobbiamo andare avanti con le nostre idee, cercando giovani e entusiasmo».

IL FUTURO

Infine uno sguardo
sul futuro prossimo: la campagna acquisti che aprirà l’anno nuovo: «Senz’altro andremo avanti sull’idea di mantenere un equilibrio negli stipendi. Vedremo cosa offre il mercato. Il direttore e l’allenatore lavoreranno per individuare cosa serve».


Fabio Garagnani

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