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Il Carpi ‘strappa’ un pari al Cabassi contro il Bari

Un punto di sofferenza per i biancorossi che in 90’ non tirano mai in porta

L’anno biancorosso termina con un pareggio che fa salire i ragazzi di Calabro a quota 29, a pochi passi dalla zona play-off. Un risultato di mezzo più che lusinghiero per una squadra costruita (quasi) dal nulla questa estate. Col Bari conquista un punto di sofferenza, come tanti di quelli raggranellati in questo girone di andata. Merito, ancora una volta, di Colombi, decisivo in più occasioni in una partita giocata a senso unico nel primo tempo, con maggior equilibrio nel secondo. Novanta minuti senza che mai Mbakogu e compagni riuscissero a tirare in porta.

TOCCA A SABER E NZOLA

In avvio, continua ad essere lunghissima la lista di indisponibili in casa biancorossa. Gli ultimi in ordine di tempo sono Carletti (acciacco) e Yamga (febbre). I più maligni potrebbero leggerci anteprime di calciomercato. Comunque sia, per mister Calabro l’emergenza è soprattutto in difesa, dove mancano i due squalificati Poli e Sabbione. In campo va così Brosco, recuperato dal problema al ginocchio. A centrocampo, Saber è preferito a Saric e Belloni, mentre Nzola ha una chance in attacco. In casa Bari sono indisponibili i soliti Anderson, Gyomber, Morleo e Cissé. Mister Grosso ripropone D’Elia a sinistra del quartetto difensivo e Basha nel cuore del centrocampo. Davanti la maggiore novità, con Floro Flores chiamato alla prova d’appello dopo un girone d’andata non proprio esaltante. Nell’undici iniziale i due ex Sabelli e Marrone, quest’ultimo riciclato al centro della difesa. Un altro ex, Martinho, è fuori lista. Galano, a lungo seguito dal Carpi nel calciomercato estivo, è in panchina. L’arbitro della gara è Ghersini di Genova. I tifosi biancorossi se lo ricordano per lo sciagurato arbitraggio di Frosinone durante la semifinale play-off. Mandò anzitempo negli spogliatoi Struna, Gagliolo e Castori, sorvolò su un fallo in area frusinate su Di Gaudio. Il Carpi centrò ugualmente l’impresa grazie ad una punizione di Letizia, ma quell’arbitraggio fece male. Ciononostante, con lui il Carpi non ha mai perso.

BARI “ON”

L’onore di stappare la bottiglia con l’etichetta “Bari” spetta a Ghersini: dopo una quindicina di minuti fatti di sole schermaglie a centrocampo, la giacchetta nera inverte una punizione al limite dell’area biancorossa, vedendo fallo di Brosco dove c’è sfondamento di Tello. La potente punizione rasoterra di Nenè prende il palo esterno e scatena gli sopiti. Giocano bene i ragazzi di Stroppa: imprendibili a sinistra con D’Elia, ma soprattutto rapaci e rapidi in mezzo al campo. E’ lì che costruiscono il loro dominio. I padroni di casa non ci capiscono nulla. Neppure quando mister Calabro inverte Verna e Saber, fino a sostituire quest’ultimo con Saric già prima dell’intervallo. Il Bari costruisce, ma per impensierire Colombi ha bisogno dell’imprevedibilità di Nenè, pericoloso con un bel numero dal limite, diagonale a lato, e poi cercando l’anticipo sul primo palo, murato da Brosco. Sul corner che segue ne succedono un po’ di tutte: la palla è in un flipper che termina senza conseguenze dopo i tentativi di Improta, Basha e ancora Improta con miracolo di Colombi. Con l’ingresso di Saric, il Carpi prende fiato, ma soffre nel finale, quando l’uscita di Brosco, dolorante al ginocchio, lo costringe a riassestarsi con Pachonik a fianco di Capela, Ligi sul centro-sinistra . Si va negli spogliatoi sul nulla di fatto, e al Carpi va bene così.

BARI “OFF”

Il Bari rientra dall’intervallo con una cilindrata dimezzata rispetto a quella della prima frazione di gara. Sono ancora pericolosi con Nenè tra le linee, Colombi vola sulla conclusione, ma calano lentamente e inesorabilmente col passare dei minuti. Per ritrovare brillantezza, mister Grosso inserisce Galano, che si piazza a destra, sempre controllato a vista da Pasciuti. La sostituzione non ha l’effetto voluto perché il Bari perde forza e il Carpi prende coraggio, tanto da farsi timidamente vedere dalle parti di Micai. Gli spazi
si allargano, ma nonostante il calo del ritmo, ad approfittarne sono sempre gli ospiti, che per due volte trovano ancora in Colombi un baluardo insuperabile, sempre su Improta. Prova a vincerla, Grosso, aggiungendo Kozak a Nenè in un 4-2-3-1, ma il risultato non si sblocca.



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