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Il dg Scala: «Carpi, bilancio positivo»

«Un 2017 che resta nella storia: abbiamo cambiato tanto ma la nostra filosofia paga sempre. E sappiamo soffrire» 

CARPI. E’ un bilancio tutto in positivo, quello che Matteo Scala declina agli organi di informazione nel tradizionale pranzo di fine anno. Il direttore generale biancorosso ha tenuto banco nei locali dello Sporting club, “da Michele”, facendo il punto della situazione alla vigilia dell’apertura del calciomercato. «Siamo molto contenti del bottino conquistato: sono tanti per quelli che sono i nostri obiettivi. Siamo partiti con una squadra nuova ed ogni settimana schieriamo cinque o sei giocatori che hanno avuto poche presenze in questa categoria ma che sono giovani di prospettiva. Sappiamo che il nostro scudetto è quello dei 50 punti e 29 sono già tanti, ma abbiamo abbastanza esperienza per sapere che dobbiamo ancora lavorare molto perché sarà un girone di ritorno molto difficile. Bisogna ancora sudare tanto». Un 2017 segnato anche dalla finale play-off persa a Benevento: «Una finale per andare in Serie A rimarrà comunque nella storia di tutti i tempi di questa società. In questi anni non si può parlare di rimpianti ma solo di grandi soddisfazioni». Che sembrano non svanire: «Sapevamo che ripartire questa estate non sarebbe stato facile. Ma conosciamo i nostri criteri di lavoro, sacrificio e voglia, e alla fine abbiamo dimostrato che gli interpreti possono cambiare, che le difficoltà possono aumentare, ma noi sappiamo cosa vuol dire soffrire». Indubbiamente una delle caratteristiche di questa squadra, sospettata anche di essere fortunata: «Io credo che la fortuna aiuti chi fa le cose giuste. Nelle partite in cui abbiamo avuto fortuna, e ci sono state, ci hanno aiutato la nostra voglia di portare a casa le partite, di portare a casa il risultato e la nostra voglia di soffrire. La società può essere contenta del lavoro dello staff tecnico e del sacrificio che ci mettono i giocatori. Siamo sempre rimasti dalla parte sinistra, a distanza dalle zone pericolose. Cercheremo di stare lontani dalle zone calde anche nel ritorno, ma sappiamo che sarà più difficile dell’andata». Il futuro prossimo si chiama calciomercato: «Opereremo come sempre. Dobbiamo essere vigili senza fare follie. Le vendite di questa estate, che sono state splendide, ci devono servire per dare un sostentamento alla società negli anni, perché a parte le plusvalenze e gli introiti della Lega calcio non possiamo contare su altre entrate. Quelle risorse ci devono dare una continuità». Mercato a saldo zero quindi, salvo che «non si tratti di investire per cambiare gli equilibri. La società negli anni non si è mai tirata indietro. Dobbiamo cercare di fare le cose con le risorse che abbiamo a disposizione. Però sappiamo che abbiamo un tesoretto nei prossimi anni, e lo useremo se servirà prendere un giocatore che cambi gli equilibri per mantenere
la categoria».

Un 2017 che ha portato anche spine, come il caso Blanchard, oggi fuori lista: «Il giocatore sa quali sono le condizioni per andare via, che sono le stesse dell’estate scorsa. Ha avuto la possibilità di andarsene ma lui ha rifiutato preferendo rimanere qui».

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