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la lettera di un tifoso 

«Almanacco Panini, che amare quelle due righe sul Modena...»

Riceviamo e pubblichiamo.«Addio Modena FC. Per l'ultima volta i gialloblù compaiono nel mitico Almanacco Illustrato del calcio della Panini. A pagina 305, accanto alla dicitura Modena, un asterisco...

Riceviamo e pubblichiamo.

«Addio Modena FC. Per l'ultima volta i gialloblù compaiono nel mitico Almanacco Illustrato del calcio della Panini. A pagina 305, accanto alla dicitura Modena, un asterisco che rimanda a piè di pagina. Due righe infami e infamanti per la squadra, i suoi tifosi, la città: "Il 6 novembre 2017 il Modena è stato escluso dal Campionato di serie C, Le partite fino a quel momento disputate sono state annullate e i tesserati svincolati d'ufficio". Nessuno se lo sarebbe mai immaginato, soprattutto per chi, date l'età, ha vissuto promozioni e retrocessioni, ma soprattutto due debutti nella massima serie. La A conquistata nel 1961-1962, forse è ancor più nel cuore dei modenesi rispetto alla “Longobarda” di Gianni De Biasi. E sapete perchè? Perchè quella guidata da Vittorio Malagoli detto "Scheggia" era una squadra costruita in casa che appena promossa dalla serie C fece il gran salto praticamente con gli stessi giocatori, per lo più nati all'ombra della Ghirlandina. Indimenticabili come Goldoni, Ottani, Chirico, Aguzzoli e la mia memoria, dell'allora di ragazzino, me ne fa dimenticare qualcuno. Ma non posso dimenticare l'allora affollatissimo, e ora desertico, Braglia, con Nicolò Carosio a una delle sue prime telecronache. Era la prima giornata di serie A che paralizzò tutta la città. A scendere in campo contro i canarini era infatti la Juventus."Spalti gremiti all'inverosimile", commentò il re dei telecronisti. Anche perchè all'epoca il Braglia non era certo come è oggi. La curva piscina arrivava a contatto con il muro della piscina stessa, tanto che molti bagnanti si arrampicarono per vedersi la partita a sbafo. La gradinata opposta alla tribuna contava una decina di gradoni, poi un terrapieno, quello che delimitava lo Zelocchi. La curva gialloblù era stata innalzata con tubi Innocenti. Credo che quella domenica la società vendette più biglietti di quanti ne potesse contenere lo stadio. In tanti per seguire la partita si arrampicarono sui tralicci dell'illuminazione notturna innalzati durante l'estate a ridosso del muretto che delimitata il rettangolo di gioco. Bei ricordi con la società che in estate si era rafforzata acquistando giocatori del calibro del brasiliano Cinesinho e del tedesco Bruells. A proposito di quest'ultimo il tesseramento fu una scelta dei dirigenti modenesi. Nell'Augusta, serie A teutonica, dove giocava il nostro tedesco, militava infatti anche un "certo" Helmut Haller. Allo stessso prezzo il Modena poteva scegliere tra l'uno o l'altro. Arrivò Bruells... Il Modena quell'anno si salvò, anche se Malagoli venne sostituito dopo sette giornate di campionato da Annibale Frossi, ribattezzato il "dottor sottile" o anche il "re del catenaccio". Tempi indimenticabili ma certo - senza nulla togliere al doppia promozione di De Biasi - non meno epici di quelli che poi si sono ripetuti 40 anni dopo. Tutto questo nel ricordo e nel rimpianto per una fine indecorosa, che fa male ancor
più sfogliando l'Almanacco Panini con il Modena forse per l'ultima volta (anche se non ce lo auguriamo) all'interno delle sue pagine, con quella scritta a piè di pagina che lascia poco spazio al presente e tanti rimpianti per il passato».

nobili90@libero .it



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