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Carpi, Bonacini ne ha per tutti e svela un sogno

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Carpi, Bonacini ne ha per tutti e svela un sogno

«Sannino uno da C e a certi ex non stringerò la mano. Avevo pensato di candidarmi a sindaco, ma..»

Il patron biancorosso Stefano Bonacini è un fiume in piena. Ospite lunedì scorso della trasmissione “Sport qui” di “Tvqui”, si toglie più di un sassolino dalle scarpe e svela alcuni retroscena. Uno di questi riguarda lo storico collaboratore Costi. Da qualche tempo non fa più parte dello staff che affianca mister Calabro: «Giandomenico è con me da dieci anni - ha detto Bonacini - e mi ha chiesto qualche mese per risolvere un problema di salute. Glielo devo, ma quando vorrà, la porta è sempre aperta e questa è sempre la sua casa».

Poi una valanga di sassolini che non guarda in faccia a nessuno, nemmeno ai totem partiti in estate: «Qualcuno lo porto nel cuore, come Lollo o Romagnoli, ma ad altri non stringerei neanche la mano. Li abbiamo presi che dormivano dentro un garage a Castelfranco, un altro faceva il bagnino a Sanremo. Hanno mostrato una pochezza sotto il profilo dell’educazione che non ha eguali». La citazione è alle precedenti squadre di Di Gaudio e Gagliolo.

Poi, passando per Borriello e Blanchard, si arriva a Sannino: «Fu multato perché allenava un altro club mentre era sotto contratto con noi. Pagò, quindi avevamo ragione. Credo abbia trovato la sua dimensione da decimo posto in C. Gli auguro tanta fortuna in un campionato che gli si addice bene». Per mister Calabro ci sono il bastone («come diceva Napoleone, è meglio avere generali fortunati che bravi e da quel punto di vista non gli manca niente») e la carota: «Ci ha messo del suo. E’ alle prime armi e ha strada da fare ma non si fanno 29 punti, che sono un risultato positivo, solo con la fortuna. Ci sono cose da sistemare ma società e staff gli stanno vicini». E svela il dopo Perugia: «Ci sta perdere ovunque, ma non in quel modo, come se fossimo andati a “Giochi senza frontiere”. Ho fatto capire al mister che una cosa così non deve ripetersi e mi sembra l’abbia capita». Tra pochi giorni c’è l’Assemblea di Lega: «Nessuna delle tre candidature mi convince ma manca ancora tempo alla mattina del 29». L’ultima rivelazione arriva
sospesa sul gong: «Avevo pensato di candidarmi a sindaco ma non sono un politico. Ci sono dinamiche diverse dalle mie. Devi accettare compromessi e già lo devo fare per motivi professionali. Ma sarebbe una sfida per vedere quanti voti potrei prendere».

Fabio Garagnani

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