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Emanuele Iori catapultato in porta 5 anni dopo

Modenese nello staff tecnico del Bibbiano: «Situazione d’emergenza, non potevo tirarmi indietro»

Cinque anni precisi o quasi. Dall’8 gennaio 2013 al 14 gennaio 2018, tanto Emanuele Iori ha dovuto attendere per rimettersi i guantoni e riprendersi il posto tra i pali. Per il portiere di Marzaglia, classe 1990, la carriera sembrava finita. «Doveva davvero essere finita – racconta – a causa di un problema alla spalla. Un tormento che mi è costato due operazioni e che per diverso tempo mi ha impedito di esprimermi al meglio. Per tutto questo avevo abbandonato, giocavo solo a Marzaglia con gli amici. Anche con loro in porta ovviamente, solo quello so fare. Qualche partitella e il lavoro: in palestra come istruttore e pure in campagna. Ho un’azienda agricola, coltivo il mio vigneto». Ma la passione, quella di evitare i gol, non si può frenare: «Mi hanno chiesto di preparare i portieri al Bibbiano che è in lotta per la salvezza nel campionato di Eccellenza. Ho accettato con piacere, un ruolo che mi ha permesso e che mi permette di respirare il calcio». Allenatore a tutti gli effetti, almeno fino a domenica scorsa: «Il caso mi ha portato un’altra volta a giocare. Uno dei “miei” portieri è rimasto a casa, mentre all’altro è stato dato un turno di riposo. Mi hanno chiesto se me la sentivo e il passaggio da preparatore ad essere in campo contro il Fiorano è stato breve». Con tutte le difficoltà del caso: «Si dice sempre che la prima è la più semplice, posso dire che non è proprio così… Ci ho messo un po’ a riabituarmi, ma è andata bene nonostante quel gol preso nel finale. La spalla ha risposto come si deve, ma anche in passato la partita non è mai stata un problema. Sono piuttosto gli allenamenti che rischiano di peggiorare la situazione. Vedremo. Intanto nel fine settimana giocheremo a San Michele, non sono certo di essere della partita». A proposito, Iori non è più preparatore dei portieri. Già perché il Bibbiano lo ha “licenziato”: «Mi hanno chiesto di giocare sino al termine della stagione, sono stato sostituito (ride, ndr). Sinceramente non posso dire se saprò essere all’altezza della categoria». Qualche dubbio legittimo per carità, ma il passato del ragazzone di Marzaglia parla chiaro. Giovanili di Modena e Sassuolo, dove era compagno di Davide Luppi ora all’Entella, serie D con Boca Pietri Vignolese e Pavullese: «Proprio con la maglia dei frignanesi avevo giocato l’ultima mia gara ufficiale in categoria. Era l’8 gennaio del 2013 a San Miniato contro il Tuttocuoio». La fine della prima carriera, quella, prima dell’inizio della seconda, questa: «Sono combattuto. Ho dato la mia disponibilità e terminerò il campionato perché qui c’è un grande staff e grande gruppo. Allo stesso tempo, però, sto pensando di smettere ancora al termine della stagione. E’ inutile, sento troppo l’appuntamento. Adesso le priorità sono altre,
c’è prima il lavoro. Basta pensare che domenica notte, dopo la gara contro il Fiorano, non ho dormito tanta era l’adrenalina». Forse Emanuele sarà di parola e dirà basta col calcio, ma la sensazione è che le notti insonni post-partita saranno parecchie.

Enrico Ballotti

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