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Scala: «Adesso il Carpi è come lo volevamo»

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Scala: «Adesso il Carpi è come lo volevamo»

Serie B. Il digi: «Melchiorri, Garritano e Di Chiara erano gli obiettivi e sono stati centrati. Mbakogu al Leeds? Ne riparliamo in estate. Contento per Blanchard»

Tocca a Matteo Scala, direttore generale del Carpi, fare il consueto punto sulla chiusura delle trattative invernali. Un mercato che ha portato in dote tre arrivi di spessore (Melchiorri, Garritano, Di Chiara) e ben sette uscite.

STRATEGIE

«Ringrazio la società perché ancora una volta ci ha messo a disposizione il massimo per fare quello che avevamo in testa. Cercavamo un certo tipo di giocatori e siamo riusciti a prenderli. Ci siamo mossi anche nel rispetto dei ragazzi che fino a questo momento ci hanno dato una grossa mano». Quindi si entra nel vivo: «Noi non possiamo permetterci di aggredire il mercato. Per questo abbiamo lavorato in modo intelligente consapevoli che tutte le mosse non potevano entrare. Garritano era un’operazione pianificata da tempo, ma vincolata dagli ingressi del Chievo. Mentre Di Chiara era in agenda da un paio di settimane. Tutti e due, tre con Melchiorri, hanno firmato perché convinti di volerlo».

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MANCATI ARRIVI

Nell’analisi finiscono anche le trattative che poi non si sono chiuse, vedi Emmanuello, Valzania e Palombi: «Giocatori che ci interessavano, ma che le società di appartenenza hanno legittimante preferito girare altrove. Fa parte del gioco. Una cosa però voglio a sottolineare: molti calciatori avevano dato la disponibilità di venire a Carpi. Di questo siamo molto contenti, vuol dire che stiamo lavorando come si deve. Machach? Sapevamo che il suo arrivo non sarebbe dipeso da noi. Il nostro centrocampo è uno dei migliori della B, quindi o si chiudeva per un colpo del genere oppure niente». Quindi Chiricò: «Ci interessava, poi abbiamo fatto certe valutazioni e ci siamo orientati su altro».

MBAKOGU E MALCORE

Malcore sembrava diretto al Brescia: «Dico solo che quando voglio un giocatore alzo il telefono e chiamo la società che ne ha la proprietà. Noi non siamo stati contattati, poi se qualcuno si diverte a muoversi ugualmente non so cosa dire». Quindi Scala dedica un ampio capitolo ad Mbakogu: «Questi signori (i dirigenti del Leeds, ndr) ci hanno chiesto la disponibilità di trattare. Si sono comportati maniera molto seria, a differenza di altri, e noi abbiamo detto loro che a giugno saranno i primi a parlare con noi. C’è un accordo tra gentiluomini che in casa nostra vale parecchio. Chiaramente si è discusso di cifre, ma non si è aperta una vera e propria trattativa. Con le giuste condizioni e con la documentazione necessaria, Jerry potrà andare a giocare in questa squadra senza problemi».

BLANCHARD

Interrogato sulla trattativa che più lo ha fatto “soffrire”, Scala non ha dubbi: «Blanchard all’Alessandria. E’ stato un parto, ho preso di petto questa situazione perché andava risolta. Quando sono arrivati i documenti firmati è stata una sorta di liberazione. Voglio dire che Leonardo non ha sbagliato un giorno di allenamento, si è comportato da professionista ma era giusto porre fine a questa situazione. Tenere un ragazzo, che non puoi utilizzare, fermo non mi sembrava corretto per nessuno. Per adesso è solo un passaggio in prestito, ma ci siamo messi a disposizione del calciatore e dell’Alessandria per trattare qualcosa di diverso in estate».


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FUTURO

«Abbiamo chiuso per dei prestiti secchi perché le nostre possibilità ci permettevano di fare questo, ma allo stesso tempo abbiamo preso alcuni elementi in prospettiva. Siamo riusciti ad assicurarci, per esempio, un ragazzo dal Lumezzane (il classe 2000 Mattia Soragna, ndr) e pure un giocatore interessante come Mané che è rimasto alla Fermana. In abbiamo tesserato Palumbo, che è una scommessa delle nostre, e prolungato il contratto a Carletti prima di girarlo a Prato». E ora? «Ora – chiude Scala – raggiungiamo prima possibile la quota salvezza, poi si vedrà…».

Enrico Ballotti
 

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