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Rogerio, dal Mato Grosso per sognare

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Rogerio, dal Mato Grosso per sognare

Il terzino brasiliano giocava per strada con le ciabatte al posto dei pali della porta

SASSUOLO Dopo i 6 giri di lancette in campionato contro il Milan e 90 in Coppa Italia, domenica scorsa Rogerio ha giocato quasi 25 minuti della sfida col Cagliari entrando al posto di Peluso. Spezzone positivo quello del 20enne terzino brasiliano che per quattro volte è riuscito ad andare al cross, candidandosi ad essere una valida alternativa al più esperto compagno. Una bella soddisfazione per l’esterno mancino in prestito dalla Juventus. Domenico Rogerio Oliveira da Silva, per tutti Rogerio, è arrivato in Italia nel 2016 con l’impegnativa etichetta del “nuovo Marcelo”.

«Lui e Alex Sandro sono i top a livello mondiale, i miei modelli - ha dichiarato Rogerio a Tuttosport. Anche se da piccolo amavo Roberto Carlos».

Il difensore riavvolge il nastro è torna con i ricordi dove tutto è iniziato: «Vengo dal Brasile, da Diamantino nella regione del Mato Grosso. Sono cresciuto giocando con gli amici per strada, con le ciabatte al posto dei pali delle porte. Per noi erano tutte finali mondiali, tutto un dribbling: è grazie a queste sfide che sono migliorato tecnicamente. Poi ho iniziato col futsal, una gran palestra perchè ti obbliga a pensare e a muovere la palla in una frazione di secondo. Nel mio paese, però, non c’era una scuola calcio, così a 10 anni mi sono trasferito all’International di Porto Alegre. I primi tempi, siccome non avevo tanti soldi tra le mani, per tornare da mamma impiegavo giorni in pullman. Solo dopo il primo contratto mi sono potuto permettere l’aereo».

Prima di finire alla Juventus a 18 anni, Rogerio era stato nel mirino di Psg e Manchester City. Ora il prestito al Sassuolo dopo una breve esperienza nella Primavera neroverde: «L’esordio contro il Milan è stata un’emozione fortissima, quella rossonera è una big molto conosciuta in Brasile grazie a Ronaldinho e Kakà. Alla Juventus non penso: devo fare bene qui a Sassuolo, è l’unico modo per meritarmi la maglia bianconera. Raccogliere l’eredità di Alex Sandro sarebbe un sogno. Così come è un sogno fare un assist, il gesto tecnico

che più mi rende felice, a Gabriel Jesus. Significherebbe aver raggiunto anche la Nazionale».

Intanto si gode i consigli di Davide Biondini, il compagno di squadra del Sassuolo con il quale ha legato di più: «Per me è quasi un papà»- dice sorridendo Rogerio.
 

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