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Naufragio del Carpi a Foggia

Partita a senso unico: Mazzeo colpisce, poi si scatena super Kragl con una doppietta

FOGGIA. Per mister Calabro non c’è pietanza più indigesta. Questo Foggia proprio non va giù: quattro incroci da allenatore e altrettante sconfitte. Questa volta, la partita del suo Carpi dura poco meno di venti minuti. E’ quanto basta ai padroni di casa per sfruttare le incertezze della difesa biancorossa, capace di lasciare in ben tre occasioni un giocatore avversario completamente libero a pochi metri da Colombi. Per tenere il passo del treno in corsa dei foggiani, giunti alla quarta vittoria consecutiva, sarebbero serviti maggior attenzione e l’unico macchinista in grado di far correre la locomotiva quanto quella degli avversari. Ma Mbakogu era ai box, e come spesso accade quando manca il nigeriano, il Carpi si è perso, incapace di reagire allo svantaggio. Un passo indietro rispetto alle ultime prove incoraggianti e una delusione per l’ottantina di infaticabili tifosi biancorossi presenti allo “Zaccheria”.

FOGGIA LANCIATO

L’undici del Carpi rispetta tutti i pronostici della vigilia. Mbakogu, fuori per infortunio, è rimpiazzato da Concas, piazzato a fianco di Melchiorri. Salta un turno Calapai, che cede il posto a Pasciuti nel suo ruolo più naturale di esterno destro di centrocampo. In panchina si rivede Jelenic, al rientro da un lungo infortunio. Il Foggia si presenta all’appuntamento nella miglior salute possibile, rimodellato dalla finestra di calciomercato e sulla scia di tre vittorie consecutive, l’ultima delle quali al “Barbera” di Palermo. Da queste parti, non succedeva dal 1991, quando in panchina c’era Zeman. Ora, la squadra di Stroppa cerca la continuità sul terreno di casa, fin qui vero tallone d’Achille. Per farlo, il tecnico rispolvera Martinelli, preferendolo a Calabresi per sostituire lo squalificato Loiacono.

IL CARPI DERAGLIA AL CENTRO

La squadra di mister Calabro scende in campo con buon piglio e in un paio di occasioni spaventa la difesa avversaria, aggredita sul giro palla sia da Melchiorri che da Concas. Il Carpi sceglie così di lasciare spazio al regista Greco, privilegiando il recupero palla sulla trequarti. L’illusione è che funzioni, perché la retroguardia rossonera soffre la pressione e va occasionalmente in confusione. La matassa di Stroppa si dipana invece sempre nello stesso modo: sventagliata a sinistra per pescare Kragl, taglio di un attaccante e palla al centro, dove nascono praterie. Per tre volte nella prima mezzora, il Foggia mette un uomo solo a cinque metri dalla porta. Considerato il momento dei Satanelli, non era possibile passarla liscia. Una prima volta ci mette una pezza Colombi, deviando l’inzuccata di Mazzeo, ma l’estremo difensore biancorosso nulla può sull’azione fotocopia, finalizzata proprio dall’attaccante foggiano, sempre libero tra Ligi e Di Chiara. Per lui è l’undicesimo gol in campionato, il terzo nelle ultime quattro partite. Per gli ospiti, sarebbe pure potuta andare peggio, se Agnelli non avesse ciccato a colpo ormai sicuro al 29’. Dalle parti del Carpi le tracce di reazione sono impalpabili. Un paio di azioni confuse al limite dell’area e un passo perso da Melchiorri nel momento della conclusione. Null’altro. Per il Foggia c’è invece il sinistro potente e preciso di Kragl che finisce con lo stravincere il duello sulla fascia tutto germanico con Pachonik. Il centrocampista pugliese al 42’ scaglia un missile su punizione dai 25 metri. La traiettoria punta l’angolino e non lascia campo a Colombi. 2-0 e tutti negli spogliatoi.

CALMA PIATTA

Bastano pochi giri di lancetta del secondo tempo per capire che la strada è ormai segnata. L’inserimento di Nzola, entrato nell’intervallo per Concas, non porta nessun beneficio alla manovra degli ospiti. L’incursione di Verna, contrato da Martinelli nel momento della conclusione, rimane un episodio isolato, anche perché al 12’ il Foggia chiude definitivamente i conti: serpentina di Deli in zona centrale, scarico sul lato dove martella il solito sinistro di Kragl. Colombi non la vede neanche passare. Da qui al 90’ è solo accademia.

Il Foggia difende con ordine, piazza il fresco Zambelli sulle tracce di Garritano, dal quale arrivano impavidi segnali di vita, e mette il lucchetto al risultato. Concede pure qualche tiro, sempre da lontanissimo e sempre senza risultati. Un paio Nzola, un ultimo Melchiorri.



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