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Modena, tempo scaduto per i creditori

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Modena, tempo scaduto per i creditori

Claudio Trenti sta definendo l’inventario dei beni e la data dell’asta per il marchio

MODENA Mentre sul Modena che verrà i nodi sono ancora tutti da sciogliere, con i “candidati” alla rifondazione più attenti a restare nell’ombra che ad uscire allo scoperto, sul fronte della procedura fallimentare del Modena Fc si vivrà oggi la prima tappa ufficiale: scade infatti proprio oggi la possibilità per i creditori di presentare la richiesta di ammissione al passivo. Tecnicamente, come si leggeva nell’estratto di sentenza che il 28 novembre 2017 dichiarava fallito il Modena Football Club Srl, “il Tribunale di Modena assegna ai creditori e ai terzi, che vantano diritti reali o personali su cose in possesso del fallito, il termine perentorio di giorni trenta prima dell’adunanza in cui si procederà allo stato passivo per la presentazione delle domande di insinuazioni, per via telematica tramite Pec al curatore”. Il termine è dunque oggi, poi ci sarà tempo un mese prima che il 21 marzo, alle 9,30, il curatore Claudio Trenti proceda all’esame dello stato passivo davanti al giudice delegato Laura Galli, alla presenza dei creditori. Quel giorno si saprà davvero a quanto ammonta il “buco” creato dalla gestione Caliendo, se quel debito fosse davvero superiore ai cinque milioni come affermato da chi ha avuto il compito di “accompagnare” il Modena in tribunale dopo la radiazione, Aldo Taddeo. In questi quasi tre mesi di morte sportiva, il curatore Trenti ha iniziato a catalogare tutti i beni di proprietà del Modena per poi passare alla vendita giudiziaria, ovviamente finalizzata al raggiungimento della massima soddisfazione dei creditori, e si è avvalso del contributo di Gianpiero Borsari, anche lui commercialista modenese. Tra i beni che andranno all’asta c’è il marchio Modena Fc, oggetto del desiderio anche di chi vorrebbe rifondare il Modena ancor prima di essersi presentato al Comune, ai cittadini e ai tifosi: è il caso del gruppo di imprenditori che si sono affidati all’avvocato Gianpiero Samorì con l’obiettivo primario di acquistare proprio il marchio e la convinzione di mettersi così in pole position in ottica futura. Il

marchio porta con sé solo storia e vincolo affettivo, ma non è un titolo sportivo. Certo è che sarebbe quantomeno uno smacco se qualcuno se ne appropriasse senza poi essere il nuovo Modena.

La data dell’asta, verosimilmente a metà marzo, verrà fissata a giorni.
 

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