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L’emozione della prima volta: il rider Cavicchi alle Paralimpiadi

A 39 anni il finalese, che gareggia per lo sci club Fanano con l’amico Luchini, correrà a PyeongChang «Lo sport è vita, spero che i genitori dei ragazzi disabili lo capiscano. La medaglia? Sarebbe un sogno»

A quasi 40 anni parteciperà alle sue prime Paralimpiadi dopo che il Comitato mondiale ha inserito la disabilità agli arti superiori tra le specialità in gara. E così Roberto “Saku” Cavicchi si prepara a realizzare un sogno che sembrava così distante quando, diversi anni fa, salì di nuovo sullo snowboard dopo un incidente in moto che gli provocò la lesione del plesso brachiale. Con il suo sorriso e il modo spensierato di vivere la vita tipico della Bassa si è presto ritagliato un posto di primissimo piano a livello mondiale, conquistando medaglie un po’ ovunque nella lunga carriera. Ma i “cinque cerchi” sono qualcosa di unico e arrivarci quando ormai la carriera agonistica sta per concludersi è il giusto premio per un atleta che non ha mollato mai. Ma i giochi di PyeongChang, che si svolgeranno dal 9 al 18 marzo, non saranno il canto del cigno. Ok esserci, ma se arrivasse una medaglia...

«Posso garantire che non regalerò niente a chiunque vorrà conquistare il podio - ammette l’atleta di Finale che insieme all’amico e collega Jacopo Luchini rappresenterà l’Italia e lo sci club Fanano nelle gare di snowboard - Farò del mio meglio, è l’unica promessa che faccio».

Perché Cavicchi, attualmente impegnato negli allenamenti a Folgaria in attesa del 2 marzo quando partirà con i compagni per la Corea del Sud, arriverà alle Paralimpiadi non certo nelle condizioni ideali. Il 22 gennaio si è infatti fratturato una spalla durante una seduta di preparazione; corsa in sala operatoria dove gli è stato applicata una placca e di nuovo in quota per cercare di riprendersi il tempo perso. «Peccato - ammette - Stavo bene, sentivo ottime sensazioni, ma non mollo di certo».

Lui intende lo sport quasi come una missione e cambierebbe volentieri un posto nell’olimpo dello snowboard se bastasse a spronare tanti genitori di ragazzi disabili a rimetterli in gioco. «Lo sport è vita - dice Cavicchi - Vorrei che tanti genitori lo capissero, è un mezzo per ritrovare il sorriso. Ecco, io vorrei che tanti bambini e giovani con disabilità iniziassero a fare sport per rivedere il sorriso sul loro volto, quella sarebbe la medaglia più prestigiosa per tutto il nostro movimento».

E allora appuntamento per venerdì 16 marzo quando “Saku” sarà in pista nello slalom. Al suo fianco troverà l’amico Lucchini, che il 12 sarà in gara anche nel cross. «Lo vedo bello competitivo, mi auguro riesca a fare grandi cose»,

si augura Cavicchi. E con loro ci sarà un’altra piccola, immensa realtà modenese: «Oltre a Federazione e Sci club - conclude il rider - vorrei ringraziare la Atk Bindings di Fiorano, azienda di altissimo livello che produce i nostri attacchi per le tavole».


 

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