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Sassuolo in caduta libera. E Berardi perde la testa

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Sassuolo in caduta libera. E Berardi perde la testa

Neroverdi spenti, rosso per l’attaccante. Manganiello e la Var fanno il resto 

REGGIO. Sette partite, zero vittorie, due pareggi e cinque sconfitte con 2 gol segnati e 17 subiti. Di fronte ai desolanti numeri del 2018 neroverde diventa inutile prendersela con il comunque disastroso Manganiello e la Var. In questo momento gli arbitraggi sono l’ultimo dei problemi di un Sassuolo che non vince dal 23 dicembre e ad ampie falcate si sta avviando verso l’orlo del baratro. Di questo passo la retrocessione è dietro l’angolo, lo dicono numeri e prestazioni di una squadra in caduta libera. Per provare a scongiurare il peggio non bisognerà fallire gli scontri diretti che vedranno i neroverdi affrontare in rapida successione Chievo (in trasferta) e Spal (al Mapei). Due sfide determinanti nelle quali il Sassuolo dovrà fare a meno di Berardi (per il quale era già scattata la squalifica dopo il giallo nel primo tempo), al quale l’espulsione diretta costerà almeno un paio di giornate di stop. Incomprensibile l’atteggiamento di questo giocatore, vittima di un’involuzione tecnica (appena 2 gol in stagione) e caratteriale (è l’attaccante più espulso della serie A nelle ultime quattro stagioni) senza fine. Sarà contento Squinzi, che lo ha trattenuto a tutti i costi e blindato con un ricco contratto.

La prolungata assenza di Berardi nel momento decisivo della stagione sarà un problema in più per Iachini che si trova di fronte ad una situazione davvero complicata. Squadra spenta, ambiente depresso e società assente. L’esperto tecnico dovrà tirare fuori dal cilindro qualcosa di importante - ad esempio il cambio di modulo - per rianimare un Sassuolo senz’anima, privo di valide alternative in panchina, fragile in difesa, allo sbando a centrocampo e incapace di andare in gol nonostante un tridente d’attacco che sul mercato “vale” 70 milioni o giù di lì. Tridente nel quale si salva solo Politano. Detto di Berardi, ancora una volta deludente l’esibizione di Babacar. Pagato 10 milioni di euro per fare la differenza (doveroso ricordare che Carnevali un anno e mezzo fa non ne volle investire 9 su Immobile…) fino ad oggi l’ex Modena è quasi riuscito nell’impresa di far rimpiangere Falcinelli. Anche contro la Lazio la produzione offensiva del Sassuolo, peggior attacco del campionato con 15 reti in 26 partite, si è limitata ad un’occasione mal sfruttata da Babacar nel primo tempo e a un diagonale di Adjapong che al 58’ ha chiamato Strakosha all’unico intervento del match.

I successi di Spal e Verona hanno complicato la già pessima domenica neroverde. Il Sassuolo vede così ridursi a tre le lunghezze di vantaggio sulla zona retrocessione con alle porte due spareggi salvezza di importanza capitale.

Var protagonista

La partita contro le riserve della Lazio (Inzaghi ha tenuto in panchina De Vrij, Parolo e Luis Alberto) è durata 7 minuti. Giusto il tempo necessario a Felipe Anderson per scaricare il pallone su Milinkovic-Savic che, dal limite dell'area, calcia a giro spedendo il pallone sotto l'incrocio dei pali, complice anche una leggera deviazione di Magnanelli. Game over per il Sassuolo che, in emergenza per le assenze di Goldaniga e Lirola, ha dovuto schierare dall’inizio l’acerbo Rogerio, con Peluso centrale e rispolverando Adjapong a destra. Nel mezzo fiducia (mal ripagata) a Mazzitelli e in attacco Politano recuperato in extremis. Lo svantaggio iniziale ha fiaccato sul nascere le velleità neroverdi, spente definitivamente poco prima dalla mezzora dalla Var, la vera protagonista del match: al 30' ha concesso dopo la revisione video un rigore molto dubbio alla Lazio per un mani di Peluso (trasformato da Immobile). Tra il presunto fallo del difensore del Sassuolo e la consultazione del Var passa oltre un minuto, riempito dalle plateali proteste di Inzaghi. Poi accontentato da Manganiello. E dire che Iachini, per aver richiesto l’utilizzo della moviola in campo, in questo campionato è stato espulso due volte...

Var di nuovo decisiva al 54’ quando sancisce l’espulsione di Berardi per un inutile fallo su Radu che inizialmente era stato punito solo con un calcio di punizione da Manganiello. Prima del rosso al numero 25 neroverde era arrivato il terzo gol della Lazio, firmato ancora da Milinkovic-Savic di testa. Sullo

0-3 e col Sassuolo in dieci in pratica si è smesso di giocare anche se Marusic ha trovato il modo di farsi cacciare per una gomitata a Rogerio. Talmente evidente da essere vista, stavolta senza l’ausilio del Var, addirittura da Manganiello...

@Star_70_

 

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