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Il neonato Modena FC 1912 ha fretta di andare all’asta

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Il neonato Modena FC 1912 ha fretta di andare all’asta

Inviata una richiesta ufficiale al curatore Trenti e al giudice Galli perchè venga fissata la vendita del marchio. Tazzioli: «La base del nostro progetto di rinascita»

MODENA La strada era già stata tracciata giovedì mattina, con la costituzione del Modena Fc 1912 nello studio del notaio Rolando Rosa, ma si è arricchita di un nuovo passaggio ieri: l’avvocato Antonio Tazzioli, nominato amministratore unico della neonata società, ha inviato una comunicazione formale al curatore fallimentare Claudio Trenti e al giudice delegato Laura Galli chiedendo che l’asta giudiziaria per il marchio e i beni del vecchio Modena Fc venga indetta in tempi rapidi: «Abbiamo spiegato – ha sottolineato Tazzioli – che il nostro interesse è partecipare nel più breve tempo possibile all’asta per acquistare il marchio come ideale punto di ripartenza della neonata società, che si ripromette di dare vita a una nuova esperienza con un richiamo evidente al vecchio Modena. Compatibilmente alle regole del fallimento, dunque, la nostra richiesta è quella di indire l’asta entro breve, anche per evitare che si vada troppo per le lunghe e che sia il progetto sportivo a risentirne». Modena Fc 1912 non ha ancora svelato la sua composizione: si sa che i soci sono sette, cinque modenesi e due di fuori città, che nella stipula del patto parasociale hanno intestato fiduciariamente le quote al commercialista Carlo Alberto Bulgarelli, nominando al tempo stesso Antonio Tazzioli come amministratore pro tempore della società e versando sul conto corrente 800mila euro come prima tranche di un piano triennale: «Quando e se la società sarà aggiudicataria del marchio – ha spiegato Tazzioli – la società verrà presentata e si attiverà. Non abbiamo una comunicazione precisa sul valore dei beni che andranno all’asta e che ci interessano, dunque marchio e cimeli, ma auspichiamo una base ragionevole. L’obiettivo non vuole essere speculare, fare un’economia fine a se stessa, ma preservare il massimo delle risorse al fine di investirle nella gestione sportiva. Chiediamo procedure in tempi brevi per poter iniziare a programmare, inteso come definizione dei ruoli essenziali e anche dei giocatori, tra i quali i giovani necessari per la serie D. C’è poi un passaggio centrale come l’incontro con il sindaco. Stiamo andando avanti, cerchiamo di presentare una proposta definita, con la certezza delle risorse, ma sempre aperti alla possibilità che ci siano proposte migliorative: di sicuro non faremo due squadre a Modena. Siamo per il confronto e la discussione. Pensavamo però fosse giusto togliersi dell’empasse del post-fallimento. Cerchiamo

di costruire un progetto chiaro e limpido che, unito al valore della città, susciti sensibilità a livello federale: non dimentichiamoci che tra i professionisti non esisteva squadra radiata prima di essere fallita, il nostro è un caso unico anche per la Figc».


 

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