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Marchionne a Liberty: «La F1 è come un circo Ferrari verso l’addio»

GINEVRA (Svizzera). La F1 non può e non deve diventare un circo, altrimenti la Ferrari troverà di meglio da fare. Duro monito quello che Sergio Marchionne ha inviato a Liberty Media, il colosso Usa...

GINEVRA (Svizzera). La F1 non può e non deve diventare un circo, altrimenti la Ferrari troverà di meglio da fare. Duro monito quello che Sergio Marchionne ha inviato a Liberty Media, il colosso Usa proprietario del ’circus' e che sta portando avanti un progetto di rimodulazione che non piace a Maranello. «Noi vogliamo una scelta chiara sulla protezione del dna di questo sport, non che sia diluito da ragioni commerciali e di spettacolo» ha tuonato Marchionne da Ginevra mentre a Barcellona cominciavano gli ultimi test pre-campionato, al via il 25 marzo in Australia. Una stagione verso cui il n.1 Ferrari guarda con ottimismo dal punto di vista sportivo, meno per quello che si prospetta. «A noi interessano gli aspetti tecnici e di questi credo che Liberty non capisca un tubo. Ci lasci lavorare - ha sottolineato Marchionne -. Se non riusciamo a distinguere i concorrenti dal punto di vista tecnico, se Ferrari non si distingue da Mercedes, non mi interessa. Costa un sacco di soldi, ce li teniamo e facciamo altro». Il n.1 di Fca teme di non trovare un interlocutore sensibile, pur dicendo di «continuare a credere nella possibilità che ci sia un progetto condiviso che dia futuro alla F1». Al contrario, in vista della stagione, si è detto tranquillo: «Da quando sono arrivato in Ferrari, è la più serena. Ci sono tutti i termini per andare avanti. Probabilità di successo? il 51%». Nel suo intervento, ricordando che Vettel aveva fatto il miglior tempo a Barcellona, Marchionne ha auspicato «che si svegli anche Raikkonen». Il finlandese, mancato all'appello nel 2017, tornerà oggi in pista per continuare l'affinamento della SF71H. Ieri il tedesco ha fatto un gran lavoro al Montmelò, circa 170 tornate oltre al tempo più basso in assoluto (1’20’’396) con le gomme medie, precedendo Bottas e Hamilton, alternatisi al volante delle Mercedes, e l'olandese della Red Bull Max Verstappen.

«Siamo tutti vicini - ha affermato il team principal Mercedes, Toto Wolff -, non c'è grande differenza. La Red Bull è veloce e anche la Ferrari funziona». Pesante la situazione per la McLaren, che nonostante il passaggio dalla power unit Honda alla Renault sembra ancora in crisi.

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