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Il Sassuolo spreca troppo, ora è sull’orlo del baratro

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Il Sassuolo spreca troppo, ora è sull’orlo del baratro

Rigore fallito da Politano e traversa di Ragusa: neroverdi terz’ultimi

REGGIO. Nona partita senza vittoria, sesto rigore sbagliato su 9 calciati in stagione. Bastano questi due dati per fotografare lo scontro diretto con la Spal finito col risultato più pronosticato alla vigilia dai quotisti: pareggio per 1-1. Niente accordi, per carità. Anzi, mai come ieri il Sassuolo ha cercato ostinatamente quella vittoria che gli manca dal 23 dicembre. Da allora pochi pareggi, tante sconfitte e una classifica che ha visto man mano precipitare i neroverdi sul fondo. Al punto da portarli sull’orlo del baratro: le vittorie di Verona e Crotone hanno ricompattato la zona calda col Sassuolo appaiato al terz’ultimo posto a quota 24 alla stessa Spal (che ha una partita in più rispetto ai neroverdi) e ai calabresi. Due punti più dietro si sente il fiatone del Verona. Insomma, di spacciato c’è solo il Benevento, tutte le altre hanno le stesse chance di Magnanelli e compagni.

Undici metri di pasticci

Un rigore fallito, una traversa di Ragusa e diverse occasioni sprecate. Il Sassuolo di motivi per recriminare ne ha più della Spal (comunque infuriata con l’arbitro Doveri per un presunto rigore allo scadere del match), ma deve anche recitare il mea culpa per la dilettantistica gestione del penalty che poteva valere il 2-1. Nonostante il rigorista designato fosse Acerbi, il primo penalty l’aveva trasformato Babacar dopo una consultazione con Politano. Naturale (almeno per noi) che fosse ancora il senegalese ad incaricarsi della seconda esecuzione nel recupero del primo tempo. E invece di Babacar o Acerbi sul dischetto s’è presentato Politano, il cui tiro è stato respinto da Meret. Per il numero 16 secondo errore su altrettanti tentativi in stagione, raggiungendo in questa speciale classifica Berardi e Matri, anche loro con due errori a testa. Di nuovo c’è che tutte le altre volte in cui era stato fallito un penalty alla fine il Sassuolo aveva vinto la partita. Ieri si è esaurita anche questa cabala.

Ragusa terzino

In teoria Antonino Ragusa doveva sostituire nel tridente d’attacco lo squalificato Berardi, nei fatti si è trovato costretto a giocare da esterno in una difesa a cinque. Tutta “colpa” di Lazzari, laterale della Spal capace di spingere come un forsennato. Ragusa ha fatto il suo, dopo un inizio molto tribolato ha preso le misure all’avversario, ripartendo con continuità e colpendo pure una traversa di testa. Impossibile chiedergli di più. Il 4-3-3 ventilato in partenza da Iachini è rimasto tale solo nelle intenzioni perché in realtà il modulo si è ben presto trasformato in un 3-5-2. Che, almeno sul piano del gioco, ha prodotto passi in avanti rispetto alle ultime uscite.

Botta e risposta

Il Sassuolo, chissà se per scelta o no, con un atteggiamento rinunciatario ha regalato buona parte del primo tempo alla Spal. Tutto cambia dopo la rete del vantaggio spallino a ridosso della mezzora: imbucata di Schiattarella per Antenucci che da due passi fa tunnel a Consigli. Lo schiaffo risveglia dal torpore il Sassuolo che nel giro di tre minuti pareggia: un cross di Politano viene respinto col braccio in area da Lazzari, Babacar trasforma il rigore.

Var a scoppio ritardato

Nel finale di tempo accade di tutto. Al 44’ mani di Grassi su cross Lirola, tocco netto quanto evidente ma l’arbitro lascia correre. Il gioco prosegue per 2 minuti e 33 secondi prima che il Var induca Doveri a concedere il secondo rigore al Sassuolo (poi parato da Meret a Politano). Domanda: cosa sarebbe successo se in quei 2’ e 33” intercorsi tra il fallo e la concessione del penalty la Spal avesse segnato? All’ultimo secondo del recupero un supplemento di emozioni con una grande parata di Meret su Magnanelli e la traversa di Ragusa.

Il problema sta nel mezzo

Nel secondo tempo più Sassuolo che Spal, diverse le situazioni potenzialmente pericolose create dai neroverdi nella ripresa, ma poca cattiveria in zona gol per un attacco che resta il peggiore della serie A e di tutti i maggiori tornei d’Europa. Ingiusto però gettare la croce addosso solo alle punte, il vero problema di questo Sassuolo era, e resta, soprattutto a centrocampo: Duncan e Missiroli vanno di passo con Magnanelli che fa il possibile per tamponare le falle. Nessuno che orchestri il gioco,

che cambi passo, provi inserimenti o il tiro dalla distanza. Mazzitelli pare sia l’unico cambio proponibile per Iachini che ha messo nel dimenticatoio i vari Biondini, Sensi, Cassata e Frattesi. Perchè?

@Star_70_ . ©RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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