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Il Carpi oggi a Pescara ma orfano di  Mbakogu

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Il Carpi oggi a Pescara ma orfano di Mbakogu

Alle ore 18 recupero all’“Adriatico-Cornacchia”. Il bomber è infortunato Calabro: «Voglio rivedere lo stesso spirito che la squadra ha proposto a Cesena»

CARPI Tour de force doveva essere e tour de force è a tutti gli effetti. Il Carpi è già immerso nel periodo caldo della propria stagione, una lunga serie di impegni ravvicinati che è entrata subito nel vivo. Si comincia proprio questo pomeriggio, ore 18, con la trasferta di Pescara. Una sfida valida per il recupero della 28esima giornata di campionato saltata due settimane fa per maltempo. L’obiettivo dei biancorossi, almeno nel pre-gara, è stato quello di ricaricare le batterie. Esercizio non facile se si considera la faticaccia di sabato contro il Cesena. Anche questo, comunque, fa parte del gioco e mister Antonio Calabro ne è consapevole: «Qualcuno ha recuperato bene – dice - qualcuno ancora non ancora al massimo. Il campo di Cesena è stato devastante per le nostre gambe, ma anche a livello psicologico c’è stato da “sudare”». Quindi si entra nello specifico, questo il punto: «Per quanto riguarda Mbakogu, che non sarà convocato, stiamo aspettando gli esiti degli esami strumentali (si teme uno stop prolungato, ndr). Nzola continua a rimanere a casa, discorso che vale anche per Saber che non sarà a Pescara per gli stessi motivi. Si cerca di dare un’educazione sportiva a questi ragazzi che hanno bisogno di passare da certe situazioni per crescere come calciatori. Mentre Brosco verrà perché abbiamo voglia di averlo con noi in un momento così delicato. Malcore? Se mi dà gli input giusti gioca sempre». Quindi la partita e soprattutto l’avversario che sta vivendo un periodo particolare della stagione. Il Pescara, orfano di Zeman e affidato ad Epifani, è reduce dalla pesante sconfitta contro il Parma: «Sinceramente non ci aspettiamo il Delfino visto e studiato nella gara di sabato scorso. Quella scoppola ci farà trovare una squadra sì in difficoltà, ma comunque concentrata a non commettere certi errori. Un punto interrogativo è anche legato al modulo, potrebbero cambiare e questa è un’incognita in più». Le ricette sono quelle che Calabro pretende in ogni gara: «A Cesena ho visto lo spirito giusto, una squadra che ha saputo reagire alle difficoltà e che si è resa anche pericolosa. Vorrei rivedere quel coraggio per arrivare come si deve in area di rigore. Per caratteristiche dei nostri

giocatori siamo un gruppo che deve presentarsi in zona gol “di corsa” e non per frutto di azioni manovrate. Sono peculiarità che ci piacciono. Insomma andiamo con la nostra umiltà, ripeto: la nostra umiltà. Come abbiamo fatto sabato».

Enrico Ballotti
 

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