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Nelle prime otto giornate Iachini peggio di Bucchi

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Nelle prime otto giornate Iachini peggio di Bucchi

Nel confronto tra andata e ritorno tutti i numeri a favore del vecchio allenatore. Dopo un buon impatto, il nuovo tecnico si è inceppato: urge un cambio di marcia

SASSUOLO Se squadra che vince non si cambia, cosa bisogna fare con una squadra che non vince da 3 mesi? Il sillogismo sembrerebbe condurre ad una risposta scontata, eppure in casa Sassuolo pare essersi trasformato in un enigma irrisolvibile. È da inizio stagione che allenatori, dirigenti e giocatori cercano spiegazioni, attenuanti e giustificazioni, ma il problema rimane sempre al suo posto e tutti sono ancora lì ad osservarlo. Con l’arrivo di Iachini, c’era stata la sensazione di avere superato l’impasse, ma presto è riapparsa la vecchia realtà: il Sassuolo non vince, non segna quasi mai, incassa troppi gol e continua ad avvicinarsi verso il baratro della B. Nonostante le ripetitive dichiarazioni dei post partita, in cui tutti professano una certa soddisfazione per il gioco espresso e sottolineano le “numerose” occasioni da rete create, la situazione appare tanto complicata da rendere possibile un insolito confronto Bucchi-Iachini. Solo qualche mese fa, ipotizzare che la squadra potesse raccogliere meno della gestione di Bucchi sembrava una follia. È ancora così? Siamo proprio sicuri che Iachini sia sulla buona strada per risolvere il problema del Sassuolo?

Sono i numeri, per quanto miseri, a permettere un confronto tra i due allenatori, considerando come oggetto di studio le prime 8 partite di campionato (rispettivamente del girone d’andata per Bucchi e del ritorno per Iachini), senza ovviamente contare la gara con il Chievo. La gestione Bucchi aveva ottenuto 7 punti, frutto di 1 pareggio e 2 vittorie: un bottino misero, ma che aveva comunque permesso ai neroverdi di aggiudicarsi i due scontri diretti salvezza con Cagliari e Spal (entrambi fuori casa). Per Iachini, invece, lo score nelle stesse 7 partite, ma del ritorno, registra solo 3 punti incamerati, frutto di altrettanti pareggi, compresi quelli nei due scontri diretti (disputati in casa). In fase difensiva, con Bucchi erano stati incassati ben 15 gol nelle 8 gare: era difficile far peggio, ma non impossibile, visto che il Sassuolo '18, nelle stesse partite, ha raggiunto 18 gol subiti. E i dati sono simili anche per la fase realizzativa: con Bucchi erano state segnate 5 reti, con Iachini 3. Lungi da noi auspicare un ritorno all’antico, la questione è un’altra: posto un problema e analizzati i dati, bisognerebbe iniziare lo svolgimento per arrivare a delle soluzioni, ma il Sassuolo a che punto del compito è fermo?

Iachini aveva chiuso il 2017 in modo esaltante, centrando 3 vittorie consecutive, ma il 2018 si sta rivelando una tragedia e, invischiati in una lotta salvezza senza quartiere, non è sufficiente vivere di ricordi natalizi. Ad oggi, i neroverdi non avanzano più proposte alternative, ma rimangono incagliati nell’interpretazione dei soliti dati: continuare a parlare di legni colpiti, di rigori e occasioni falliti, infatti, non è il modo per risolvere un problema, ma è il tentativo di nasconderlo sotto al tappeto. Fino a quando il regolamento del gioco

non cambierà, rimarranno i punti, i gol convalidati e le posizioni di classifica a stabilire chi vince il campionato, chi va nelle coppe e chi retrocede. Ma forse qualcosa ci sfugge: che la consapevolezza di essersi avvicinati spesso al successo, renda più dolce un fallimento?
 

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