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Bruno: «Possiamo vincere lo scudetto»

Bruninho e Ngapeth

Il regista dell’Azimut. «Magari non siamo la squadra più forte, ma il nostro legame farà la differenza»

MODENA Modena Volley ieri pomeriggio si è presentata all'Erreà point per abbracciare i propri tifosi che sono accorsi numerosi per autografi, selfie e strette di mano con i propri beniamini. Il più ricercato ovviamente è stato Bruno, il capitano e trascinatore della squadra. Il fuoriclasse brasiliano, ancora il più amato dai tifosi canarini, specialmente dai più piccoli che lo vedono come il simbolo di un'intera città, è reduce dalla fantastica prestazione di gara 2 contro la Lube Civitanova ...

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MODENA Modena Volley ieri pomeriggio si è presentata all'Erreà point per abbracciare i propri tifosi che sono accorsi numerosi per autografi, selfie e strette di mano con i propri beniamini. Il più ricercato ovviamente è stato Bruno, il capitano e trascinatore della squadra. Il fuoriclasse brasiliano, ancora il più amato dai tifosi canarini, specialmente dai più piccoli che lo vedono come il simbolo di un'intera città, è reduce dalla fantastica prestazione di gara 2 contro la Lube Civitanova: quattro set di pura poesia pallavolistica, una distribuzione del gioco impeccabile e un'assoluta leadership in mezzo al campo che hanno permesso all'Azimut di impattare la semifinale sull'1-1.

«Sapevamo che era una gara molto importante, non potevamo andare sotto 2-0 nella serie – racconta Bruno. Andare a Civitanova con l'obbligo di vincere non sarebbe stato facile. Ci siamo concentrati molto sul disputare una gara più equilibrata in tutti i fondamentali rispetto a gara 1. Ci siamo riusciti, anche grazie all'aiuto del Pala Panini che è sempre la nostra arma in più. Abbiamo fatto una delle prestazioni migliori dell'intera stagione. E' stato ottimo il cambio palla: sicuramente c'è il mio zampino, ma la ricezione di squadra è stata fantastica, gli attaccanti poi sono stati favolosi nel lavorare benissimo i colpi e hanno subito solamente 6 muri. Adesso dobbiamo lavorare con la massima concentrazione, perché nelle serie lunghe ogni partita è una storia diversa. Ogni volta bisogna aggiungere qualcosa in più per migliorarsi».

In gara 2 avete vinto anche grazie ai nervi, la Lube è apparsa molto nervosa.

«Dobbiamo rimanere sempre tranquilli e lucidi, come abbiamo fatto domenica. Ngapeth in spogliatoio ci ha detto che dovevamo stare sempre attaccati nel punteggio alla Lube, sennò è molto complicato recuperare lo svantaggio. Sono fortissimi in battuta e in attacco. In gara 2 non c'è stato nessun momento in cui siamo andati in difficoltà».

Inevitabile parlare del futuro. I tifosi si sono schierati apertamente e vogliono la tua permanenza al Pala Panini.

«Noi siamo a Modena. E' la piazza di pallavolo più importante in Italia, forse nel mondo. Si parla sempre del mercato, ma non è il momento di pensare a questo perché dobbiamo concentrarci unicamente sullo scudetto. Possiamo vincerlo. Non dobbiamo sprecare energie perché abbiamo veramente la possibilità di arrivare fino in fondo. Io, terminata la stagione, aprirò tutto quello che dovrò aprire, parlerò con i tifosi».

Ngapeth però ha già firmato per Kazan. C'è la sensazione che state dando tutto perché saranno le vostre ultime gare al Pala Panini.

«Io sono sempre sincero. L'anno scorso quando sono tornato in Brasile mi mancavano le domeniche al Pala Panini. E' un qualcosa che esiste solo a Modena. Il solo parlarne mi fa venire la pelle d'oca. Earvin a gara 2 ci teneva tanto, con l'intervista in Francia si è messo ancor più pressione addosso. Niente di quello che abbiamo fatto e niente di quello che faremo ci farà dimenticare le sensazioni vissute a Modena. Noi faremo di tutto per Modena, sempre. I tifosi sono sempre stati vicini a noi. Però non credo che saranno le ultime partite di Earvin al Pala Panini, potrebbe tornare nel futuro».

Ngapeth ti ha dedicato una frase molto bella, dicendo che per lui sei un fratello che gli guarda sempre le spalle.

«Il mio rapporto con Earvin va al di là della pallavolo. Ci siamo incrociati nel 2014 quando lui aveva lasciato il campionato russo. Mi ricordo che dissi a Sartoretti “guarda che c'è Ngapeth che è scappato dalla Russia, perché non proviamo a prenderlo?”. Sarto mi rispose “ci provo”. Dopo due settimane è arrivato ed è iniziato questo rapporto di amicizia, lealtà e complicità. Ci capiamo e sopportiamo, sempre, anche dopo le tante discussioni che abbiamo avuto. Io sono sicuro che lui dentro al campo farà sempre di tutto per provare a vincere. Io e lui siamo riusciti a vincere gli scorsi anni a Modena, adesso ci stiamo riprovando insieme a tutta la squadra. Il gruppo è il nostro valore aggiunto, magari non siamo la squadra più forte, ma il nostro legame farà la differenza».