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Modena partita a tre: la palla al sindaco

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Modena partita a tre: la palla al sindaco

Nessuna sorpresa dell’ultima ora. Tutto secondo previsioni: ieri alle ore 13 erano tre le buste sul tavolo dell’ufficio protocollo del Comune

MODENA Nessuna sorpresa dell’ultima ora. Tutto secondo previsioni: ieri alle ore 13 erano tre le buste sul tavolo dell’ufficio protocollo del Comune di Modena. Quella presentata lunedì mattina dalla Pro Modena di Amadei, Sghedoni e Salerno, quella depositata ieri in mattinata da Gianni Gibellini a nome dell’Us Modena, società creata dal gruppo Samorì; quasi contemporaneamente è arrivato anche il faldone del Modena Calcio di Marai, Luca Toni e Alessandro Piccolo contenente tutte le risposte, voce per voce, alle richieste del bando imposto dall’amministrazione comunale.

Ora le buste saranno aperte ed esaminate da una Commissione creata ad hoc dal Comune che poi riferirà il proprio parere al sindaco Gian Carlo Muzzarelli che avrà il pesante compito di incaricare uno dei tre gruppi a ricostruire il vero Modena Calcio maciullato e scomparso per il fallimento della gestione Caliendo. Verdetto che dovrebbe arrivare nei primissimi giorni di maggio come si augurano le tre realtà in campo che debbono iniziare a concretizzare il progetto tecnico: Doriano Tosi è già al lavoro per la Pro Modena, Eugenio Olli, figura storica della Feralpi Salò ed esperto di serie D e C, per il Modena Calcio, il gruppo Gibellini- Samorì-Rossetti & Soci ha già individuato diesse e mister ma come i concorrenti non può mettere nero su bianco. Tre gruppi diversi, ma animati dalla stessa intenzione: riportare il Modena Calcio in fretta nel calcio che conta. Con la stessa determinazione, con identico entusiasmo e la consapevolezza che ci saranno da investire in serie D almeno un paio di milioni per poi tuffarsi nel mare magnum della perdizione calcistica che è la Serie C.

I TRE IDENTIKIT

Il Gruppo Amadei-Salerno-Sghedoni a cui si può già aggiungere l’Azienda Giacobazzi punta sulle spalle fortissime e l’esperienza di Mister Immergas e Mister Kerakoll e sull’entusiasmo di Carmelo Salerno decisamente più tranquillo in compagnia dei due eterni ragazzi di 80 anni.

La Pro Modena ha scelto un profilo basso, senza annunci e conferenze stampa. Ma nella busta consegnata al Comune c’è tutto e in abbondanza. Con loro dovevano esserci anche Luca Toni e il duo Rosselli Galassini-Morselli, ma la cordata è naufragata al momento delle firme. Luca Toni ha scelto un’altra strada con grande determinazione. Forte della sua esperienza calcistica, voleva un solo uomo al 51% individuandolo nel bresciano di Salò Roberto Marai: il nonantolano Alessandro Piccolo si è unito al gruppo che avrà comunque una sola figura di riferimento oltre all’immagine e alla carica di Luca Toni, il calciatore più importante della storia del Modena.

Gianpiero Samorì è stato il primo a gettarsi nella mischia anticipando i tempi e presentando al suo fianco Gianni Gibellini e l’imprenditore di Finale, Edoardo Rossetti, il trio che vanta il pacchetto di maggioranza dell’Us Modena che prevede anche Maurizio Setti, Bratomi, l’ex calciatore Improta, Verdi e il presidente del Verona Calcio. Hanno progettato due vie finanziarie: una destinata esclusivamente alla squadra, l’altra alla consistenza societaria e alla sua proiezione e tenuta nel futuro.

TRE BENI, DUE SI PERDONO

Di fronte all’impegno dell’economia modenese per lo sport e in particolare per il Modena (negli ultimi 30 anni solo Gigi Montagnani e Roberto Casari con Cpl hanno assunto la proprietà del club canarino), nessuno si sarebbe aspettato che nascessero tre realtà, finanziariamente solide, pronte a far ripartire il calcio gialloblù, quello vero del Modena Fc.

E sarà un peccato che due di loro saranno escluse dalla scelta del sindaco.

LA QUARTA VIA

Le realtà, però, sono quattro perchè la Rosselli Mutina, dopo il successo nello scontro diretto con l’Axys Zola agganciata in vetta, può giocarsi la promozione diretta in serie D. Categoria da cui ripartirà il Modena. E la società di Galassini e Morselli, che vanta anche uno dei migliori settori giovanili di Modena e provincia, adesso fa gola a tutti.

Non solo a Modena Calcio, Us Modena e Pro Modena, ma anche a chi come Stefano Bonacini, patron del Carpi che non ha partecipato al bando, potrebbe entrare in scena successivamente con l’ipotesi che possa nascere un Modena alternativo a quello legittimato dal bando.

 

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