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Rugby, spettacolo a Collegarola: la carica di 1200 bimbi ricordando Marco Mucchi

Club da tutta Italia e gli ospiti inglesi del London Scottish, che hanno  reso il torneo internazionale per la prima volta in nove edizioni

MODENA. È andato in scena ieri il 9° torneo di minirugby “Città di Modena”, manifestazione organizzata dal Modena Rugby 1965 e dedicato alla memoria di Marco Mucchi, ex giocatore del Modena Rugby scomparso nel 2010. I numeri sono da evento: oltre 3mila persone presenti, 1200 bambini in campo, 24 club e 93 squadre nelle quattro categorie Under 6, Under 8, Under 10 e Under 12. I numeri però non sono tutto e in questo caso spiegano solo una parte di quello che il torneo è diventato. Quello che non riescono a spiegare è il clima che si respira, l’atmosfera che per tutta la giornata invade l’impianto di Collegarola e contagia le persone che lo popolano. Una festa di rugby, una festa di sport e amicizia, un terzo tempo continuo che non farà bene alla linea, ma per lo spirito è un toccasana. La competizione è centrale, la grinta dei ragazzi che sono scesi in campo ne è la conferma, ma il contesto è altrettanto importante.

C’è il neoacquisto del Benetton a friggere gnocco. Ci sono i giocatori del Giacobazzi Modena in campo ad arbitrare. Ci sono alcuni volontari in piedi dalle 5 e altri impegnati a smontare anche oggi. Ci sono quelli che si muovono da un campo all’altro e quelli seduti in sala trofei per aggiornare in tempo reale i risultati per i 10mila della pagina Facebook. Ci sono i Veterans, rugbysti che non danno retta alla carta d’identità, che vogliono onorare il ricordo di un amico che non c’è più mettendo a disposizione tempo ed energie. Ci sono gli ex, quelli che si vedono sempre e quelli che non si vedono mai, ma per il “Mucchi” non vogliono mancare. Ci sono gli sponsor e per fortuna che ci sono. Ci sono le famiglie, ci sono i genitori che incitano senza trascendere, i giocatori che ce la mettono tutta per strappare l’ovale e andare in meta, alcuni ce la fanno, altri faticano un po’. Ci sono gli allenatori che spiegano, e a volte consolano. C’è il tifo sfrenato dei toscani, c’è la squadra straniera, i London Scottish, che hanno reso il torneo internazionale per la prima volta in nove edizioni. Quest’anno non c’è stato il consueto acquazzone pomeridiano, che solitamente si manifesta sul cielo di Collegarola per le finali del pomeriggio, anche se c’è mancato poco.

Alla fine

tutti accaldati e contenti, gratificati dal fatto di aver messo il proprio mattoncino alla costruzione di un torneo che non smette di crescere, non nei numeri appunto (più di così non si può), ma nella organizzazione, nella accoglienza e nella qualità tecnica delle squadre.
 

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